venerdì 9 giugno 2017

ECCO PERCHÉ I PESCATORI ITALIANI SONO IN CRISI


Dall'Europa arriva una doppia mazzata per la pesca italiana. In due distinti rapporti, la Commissione e la Corte dei Conti europea, hanno criticato duramente il controllo della pesca in Italia: scarsa attendibilità delle informazioni nei registri di pesca, pescherecci vecchi e senza sistema satellitare di controllo, errori nei controlli incrociati fra dichiarazioni di sbarco e note di vendita. Questi problemi possono mettere a rischio la salute dei consumatori, perché sono stati rivelati livelli troppo alti di sostanze inquinanti: si pesca anche in acque inquinate, dove non si dovrebbe. Senza i dati di pesca si favoriscono la pesca illegale e i furbetti. Le vittime principali sono proprio i piccoli pescatori.⠀
L'Italia potrebbe rischiare una sanzione e la colpa è tutta del governo italiano (e in particolare del Sottosegretario con delega al comparto della pesca marittima e dell'acquacoltura Giuseppe Castiglione) che ha svenduto il nostro mare alle grandi flotte straniere lasciando da soli i pescatori italiani a gestire e rispettare gli esigenti regolamenti europei. I pescatori non possono pagare gli errori dei politici. L'Europa non li punisca.⠀
Il settore della pesca italiana è caratterizzato da barche di piccole e medie dimensioni che soffrono la concorrenza delle grandi flotte spagnole, danesi e thailandesi (quest'ultime praticano una pesca insostenibile e senza rispettare le regole). A Roma si tutelano solo gli interessi delle grandi lobby. Chiediamo il varo di piani regionali di pesca con l'aggregazione in distretti e consorzi per lo sviluppo e la promozione della filiera (esempio di eccellenza è il distretto del Gambero Rosso di Mazara che riesce a raggiungere quotazioni fino a 2 mila €/KG). (...) - (continua a leggere: http://j.mp/2rUh9kh).