giovedì 2 gennaio 2014

Calcio: la distrazione di massa migliore (l'Italia e gli italiani lo dimostrano ogni giorno)















Serie di articoli, video e considerazioni:



Mia nota breve personale:
"Ecco perchè chi segue il calcio di oggi è UN I.M. (classico Italiano Medio):
Ma Voi Vi sentite rappresentati da gente che da 1mil e mezzo di € ad un tabaccaio?
(es. Buffon? Sappiamo da sempre ormai che vanno avanti a scommesse illegali su campionati sopratutto locali/nazionali).
Ci son problemi gravissimi oltre di suicidi, le imprese stanno chiudendo e saranno le prossime a fare harakiri.
Questi prendono MILIONI di euro per che ruolo sociale? per GIOCARE a calcio...
Provate a paragonare il ruolo umano e sociale che svolge un operaio, imprenditore od impieganto, o ancor meglio un insegnante, spaventosamente importante nella società umana, certo solo questi ne hanno molto più di QUALUNQUE calciatore che sputa, tira calci addosso e fa da PESSIMO esempio di vita oltre che d'educazione a qualunque adulto e bambino.



Se provate a rifletterci,
è la seconda distrazione di massa PER ECCELLENZA è il calcio, dopo il sesso, e noi che facciamo?
Gli facciamo pubblicità (anche solo parlandone), facciamo guadagnare un sistema completamente corrotto e mafioso, guardandoli in Tv giornali ecc, con l'unico compenso di prenderlo SOLO nel cu*o perchè loro son miliardari a Vincono e chi li guarda gli rimane oltre che il cerino in mano la bavetta alla bocca.
Un po come psicologicamente fa l'azzardo col populino.

Non dico nulla contro lo sport in se, perchè è nobile lo sport, unisce, ha +di 2000 anni di storia ecc ecc certo però dico e proporrei almeno qualche anno, come pausa forma di protesta DOBBIAMO epurarlo!
Come in aternativa cita Beppe qui

Se no continuiamo a fare gli struzzipocriti, che ci lamentiamo ma non facciamo le cose importanti per aiutarci poco cambierà...

Infatti,
non a caso un nano mafioso ha "RIeducato-inCULcATO" tutti i gli "italiani medi" che oggi guardano e seguono ASSIDUAMENTE questo sport, a discapito di figli e mogli ecc.
Uno sport TOTALMENTE CORROTTO come descritto bene in questa Tesi:
https://docs.google.com/file/d/0B8LfJLKCQeGsUUdoeG5sUlhmaTA/edit?usp=sharing

Poi,
l'ipocrisia più assurda sono i maschietti più sciocchini più che mai., perchè si guardano storti e si menano per cagate, litigano per la politica, si fanno dispetti-torti, se ti sfiori ti guardi male, sui mezzi ci si da fastidio reciprocamente perchè si è solo vicini, per strada peggio, il pagatore di tasse è uno sfigato e quello che evade è furbo e pezzo di emme allo stesso tempo...
Ma basta nominare una squadra e tutti amici! oleee! tutti fratelli paesaniiii!!!! siiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!
Come in questo video:

Per l'IMU,
tutti somari a giù pagare obbedienti. Benzina idem, ecc ecc, se se ne parla, tutti ignoranti o capaci solo di litigare per tali argomenti. Per la gente che si suicida: nulla, il silenzio.
Le banche ci stanno togliendo tutto, la massoneria prende sempre più piede, tra non molto avremo nei piatti direttamente l'asfalto od il cemento come cibo l'italiano medio che fa? Pensa al calcio.

Massi dai, pensiamo al calcio che ce famo na risata che tutto passaaaa!!!

Con tutti i soldi che riciclano, comprano e investono in società offshore, è scrivere un complimento giudicarlo Arma di distrazione di massa.

Conclusione,
tutte le persone tipicamente che fanno? Invece di capire che tale sport è utilizzato mediaticamente per far parlare alla gente di questo sport e non dei problemi seri e che li riguardano tutti, come pecorelle ben inculcate ed educate, a seguire il comando del padrone "SISTEMA dei media": ...che tristezza!

Ma il bello e che alle mie osservazioni le uniche risposte sono:
- eh... ma sai è una passione... una fede, un'amore...
- e cosa vuoi farci? Almeno di qualcosa dobbiamo svagarci... no?
- ..ma è solo uno sport!!!
- no dai, non credo che ora il calcio sia il male di tutto.

La mia risposta è una sola: sVegliateVi Vi prego!
Il nostro disinteresse è la loro forza.
Voi siete la forza del sistema stesso che giudicate marcio.
Si vota SEMPRE, ogni giorno: quando si fa la spesa, si cambia canale, si parla, SEMPRE. Si vota, si sceglie, conferma decide le proprie volontà e quindi indirizzano scelte con ripercussioni sulla propria vita direttamente.

Godetevi questo Video ed il resto (vi prego pensateci su):
Non intendo offendere nessuno ma sicuramente provocare, provocare una minima reazione.. piuttosto rileggetela ma vi prego di rifletterci...





E’ lo sport del calcio il nuovo strumento di controllo degli Illuminati?
Qualcuno le chiama “armi di distrazione di massa”, passatempi ricreativi per distogliere l'attenzione delle masse dalle nefandezze messe in opera dall'èlite che governa il pianeta e acquietarne il desiderio di uguaglianza e giustizia. Il calcio, il gioco-idolo dell'età contemporanea, si presta perfettamente a questo scopo. Con il suo giro di affari che si aggira sui 9 miliardi di euro annui, il calcio intrattiene e distrae circa 40 milioni di Italiani.
tifosi fanatici

In fondo che cos’è il calcio? Un gruppo di 22 persone, suddiviso in due sottogruppi, che rincorrono una palla prendendola a calci su un prato per 90 minuti.
Intorno ad essi ci sono circa 80 mila persone che li guardano per due ore, più milioni di persone che li guardano in televisione.
Poi qualche partita spesso finisce sulle prime pagine dei giornali, alimentando discussioni e pettegolezzi per giorni e giorni.
Fin qui nulla di male. Certamente tutti gli sport sono divertenti da giocare e divertenti da guardare. Eppure, se si distoglie per un attimo lo sguardo dalla sua valenza ludica, si avverte quasi una sorta di regia occulta finalizzata a rendere il gioco del calcio uno dei maggiori business internazionali e un raffinato anestetico sociale.
Secondo i dati diffusi dalla lega calcio, i ‘sostenitori’ italiani del gioco del calcio sono circa 37 milioni di persone, i quali contribuiscono, con soldi propri, ad alimentare un giro di affari (compreso l’indotto) che si aggira sui 7,5 miliardi di euro, quasi il 5% del PIL italiano. Degli 8 miliardi raccolti dalle scommesse, quasi il 90% delle puntate deriva dal calcio. Lo stato italiano, dall’industria del calcio, ricava più di 1 miliardo di euro.

Per farsi un’ulteriore idea sul denaro che gira nel mondo del gioco del calcio, basta guardare la classifica dei 10 giocatori più pagati in Italia, i quali raccolgono da soli 34,7 milioni annui di stipendio.


Se i dati economici sono impressionanti, quello che sconcerta davvero è il fenomeno della tifoseria, o meglio, di quello che può definirsi a tutti gli effetti il ‘fanatismo calcistico’. I tifosi sono ovunque, provengono da ogni fascia socio-economica e sembrano moltiplicarsi di anno in anno.

Essi permettono che una partita di calcio condizioni le loro scelte di vita, regolando il loro tempo libero sui giorni e gli orari delle gare. Tutto sembra secondario: vita di coppia, educazione dei figli, acculturazione, aria aperta, vita sociale. Il primato spetta al nuovo idolo dei tempi moderni: il Dio Calcio che non ammette di essere messo in secondo piano.
Nonostante la grande maggioranza dei seguaci del culto del calcio appartenga alla classe impiegatizia e operaia, piuttosto che scandalizzarsi dei milionari compensi delle 22 persone che stanno in mezzo al campo, questi contribuiscono con una parte del loro stipendio ad alimentarne il business in nome della passione per la squadra di calcio della propria città, che per il 95% è formata da gente che proviene o da altre città italiane, o addirittura dall’estero . E allora per cosa tifano?
Molti degli appassionati di calcio conoscono perfettamente il nome di ogni singolo giocatore, sa esattamente quali sono le sue caratteristiche di gioco e sa perfettamente cosa sia successo in ogni singolo istante di una partita, dall’inizio fino alla fine. Per questi lo sport è più che un intrattenimento: è una ragione di vita. Con le nuove generazioni, il numero dei fanatici sportivi sembra aumentare in modo esponenziale.
Ancor più misterioso è l’interesse che segue quello che è successo sul prato nei 90 minuti di gioco. Per un’intera settimana, giornali e trasmissioni televisive discutono di quanto è avvenuto nel corso della partita, dando copiosi argomenti alle persone per discutere intere ore di… un gioco! E’ come se dopo una tornata di nascondino, i partecipanti discutessero delle varie strategie adottate durante il gioco. Magari litigando e spendendo soldi… ci si divertirebbe ancora così?
Infine, il fenomeno che più sconcerta e lascia interdetti è la violenza che il calcio è in grado di generare nell’animo dei tifosi. C’è la violenza manifesta, messa in opera da persone che in nome di un simbolo (quello delle squadra) che nemmeno gli appartiene, sfascia interi pezzi di città, si scontra con i propri avversari (per non dire nemici) dandosele di santa ragione. Spesso si finisce in ospedale e qualche volta all’obitorio. Ogni partita porta dietro di sé lo strascico di quello che viene definito ‘tifo violento’.


Ma c’è anche la violenza più sottile e strisciante delle cosiddette persone perbene, le quali pur non tirando sassi o sfasciando vetrine, non disdegna violenti improperi verbali generati da un animo esasperato, oppure mirabolanti bestemmie che lasciano a bocca aperta anche gli atei più ferventi.

L’obiettivo sembra essere quello di dividere. Dice un vecchio adagio latino “dividi et impera”! Potrebbe essere proprio questo l’obiettivo malcelato degli illuminati? Dividere ed esasperare gli animi del popolo per evitare che scatenino la loro frustrazione contro il potere (da loro) costituito?

Ma come ha fatto il calcio a diventare così popolare tra tutte le classi della società? Per cercare di comprendere il fenomeno bisogna fare un balzo indietro nel tempo. La patria del calcio moderno è l’Inghilterra, e in particolare, i college britannici. Il calcio nacque infatti intorno al 1870 come sport riservato esclusivamente all’élite aristocratiche ed economiche del paese: il football fu inizialmente praticato dai giovani delle scuole più ricche e delle università.

Curiosamente, uno sport destinato ai ricchi aristocratici, nei pochi anni successivi si è poi diffuso a macchia d’olio alle bassi classi popolari ed operaie delle periferie industriali. E come se improvvisamente i contadini cominciassero ad interessarsi al gioco del polo. Eppure, questo passaggio immediato del calcio dalla classe più alta alla classe più bassa della società non è avvenuto senza uno scopo.

Prima che si affermassero l’era industriale, le nuove tecnologie e le fabbriche, gli uomini vivevano generalmente della loro terra. La rivoluzione industriale comportò un generale stravolgimento delle strutture sociali, attraverso una impressionante accelerazione di mutamenti che portò nel giro di pochi decenni alla trasformazione radicale delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell’aspetto delle città.

Nasce così la classe operaia che riceve, in cambio del proprio lavoro e del tempo messo a disposizione per il lavoro in fabbrica, un salario. Sorge anche il capitalista industriale, imprenditore proprietario della fabbrica e dei mezzi di produzione, che mira a incrementare il profitto della propria attività.

Alla fine del 19° secolo, c’era qualcosa che si diffondeva molto rapidamente nelle classi operaie europee: il movimento operaio generato dalla ribellione alle pessime condizioni lavorative. Queste associazioni si ponevano generalmente l’obiettivo di migliorare – attraverso le lotte sociali e le riforme – i salari e le condizioni di vita chiedendo, fra l’altro, la riduzione dell’orario lavorativo e la tutela del lavoro minorile e femminile. Tutto ciò minava alla base lo strapotere dei capitalisti industriali e dell’èlite al potere.

Ed è in questo contesto che il gioco del calcio, meraviglie delle meraviglie, è diventato popolare. L’idea di fondo era quella di distogliere la rabbia dei lavoratori dalla schiavitù industriale e dai ricchi capitalisti, creando una serie di squadre cittadine che si sfidassero in un gioco-sport capace di sublimare la frustrazione degli operai e sfogare l’aggressività nei confronti degli avversari. A distanza di più di un secolo, possiamo affermare che la missione è riuscita perfettamente.

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- Chi governa realmente il mondo: ecco gli indizi sugli illuminati

Viene da chiedersi allora se la passione sportiva sia un fenomeno naturale, o se gli appassionati siano indotti a desiderare lo sport? Il fanatismo sportivo è stato creato dall’èlite al potere per distrarre le persone mentre saccheggiano i nostri diritti e la nostra libertà, istupidiscono i nostri figli e devastano il nostro patrimonio naturale, culturale ed economico. Utilizzando tecniche di ‘distrazione di massa’, questi venditori di fumo focalizzano l’attenzione del pubblico altrove, mentre compiono il loro saccheggio.

E’ ovvio che non è lo sport in quanto tale ad essere il problema, ma il modo in cui viene manipolato da questa gente senza scrupoli, il cui solo obiettivo vitale è il potere, il controllo e la ricchezza. Il fanatico dello sport non si rende conto di essere uno ‘schiavo’.

Non è difficile paragonare costoro agli animali del circo che dopo un addestramento severo e serrato dimenticano il loro habitat naturale e cominciano a saltare e ballare al comando dei loro padroni: sembra quasi che accettino la schiavitù, diventando una parodia della loro vera essenza naturale.

In altre parole, la nascita del fanatismo sportivo, e dei ricavi ad esso associati, è voluta e manipolata. L’èlite, a quanto pare, approfitta del largo consenso suscitato dallo sport (come per la musica), costringendo le persone ad interessarsi primariamente di calcio, piuttosto che di cultura, politica, economia, diritti e arte, tutte attività che elevano l’animo dell’uomo. Quali sentimenti suscita invece uno sport così concepito? Rabbia, odio, violenza, istupidimento, volgarità e divisione.

FONTE: http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/31/e-lo-sport-del-calcio-il-nuovo-strumento-di-controllo-degli-illuminati/







 



I calciatori italiani più pagati: un’inchiesta di Futebol Finance calcola i loro stipendi
Ad aprile 2011 Futebol Finance ha pubblicato la classifica dei cento calciatori più pagati del mondo, dopo un’analisi su molte pubblicazioni mondiali specializzate. Le tariffe sono approssimative e non ufficiali, ma certamente sono al di sotto della realtà visto che non comprendono contratti pubblicitari e remunerazioni extra. Primi fra i giocatori italiani – rispettivamente alle posizioni 21, 31 e 33 – sono Mario Balotelli (che adesso gioca nel Manchester City),  Gianluigi Buffon della Juventus e Andrea Pirlo del Milan. Lo stipendio di Balotelli è di 6 milioni e mezzo di euro all’anno (541 mila euro al mese), mentre Buffon e Pirlo guadagnano annualmente 6 milioni di euro (500 mila euro mensili).
Segue - al trentacinquesimo posto nella classifica mondiale – Francesco Totti della Roma, che prende 5 milioni e mezzo di euro all’anno (458.000 al mese). Poco più giù nella classifica, al quarantanovesimo posto, troviamo Luca Toni (Juventus), che guadagna 5 milioni di euro all’anno (416 mila mensili), e poi, via via, De Rossi, Nesta, Amauri e Del Piero, che si trova all’ottantacinquesimo posto con i suoi 4 milioni di euro annuali. Il giocatore più pagato da una squadra italiana, invece, è Ibrahimovic, che riceve dal Milan 9 milioni di euro all’anno (833 mila euro al mese), posizionandosi al settimo posto della classifica dei più pagati a livello mondiale.

Fonte: Futebol Finance http://www.iltuosalario.it/main/stipendio/stipendiovip-politici/calciatori/i-calciatori-italiani-piu-pagati-un2019inchiesta-di-futebol-finance-calcola-i-loro-stipendi-1





Strana gente gli italiani, così parlava Churchill:


CONTE, PEPE BONUCCI DEFERITI, ECCO COSA RISCHIANO
Calcioscommesse, i rischi per il deferimento dei tre del calcio italiano. Da pochi mesi fino ad alcuni anni

ll deferimento è arrivato, come nelle attese. Anzi, per l'allenatore della Juventus Antonio Conte ne sono arrivati addirittura due, entrambi per omessa denuncia. Stesso contestazione al giocatore della Juventus Simone Pepe mentre, almeno a livello di accusa è potenzialmente più grave la posizione del difensore bianconero Leonardo Bonucci accusato di illecito. 

Ma cosa rischiano i diretti interessati? I deferimenti di Conte erano in qualche modo nelle attese e visto che già buona parte dei quotidiani davano per certo il processo sportivo a carico dell'ex allenatore del Siena. La notizia "buona" per Conte è che il procuratore Stefano Palazzi non ha evidentemente dato del tutto credito alle accuse dell'ex giocatore del Siena Filippo Carobbio secondo cui Conte era al corrente delle partite combinate con Albinoleffe e Novara. Per la Procura Figc, però, non ci sono elementi sufficienti per portare avanti un'accusa di illecito e quindi il tecnico della Juve, anche in caso di condanna, eviterà una maxi squalifica. Il rischio, scongiurato, era quello di uno stop fino a tre anni. Per l'omessa denuncia, invece, in caso di condanna la squalifica non dovrebbe superare i sei mesi. 

L'altro fattore chiave è il patteggiamento. Fino ad oggi Palazzi si è mostrato indulgente con chi ha collaborato. Non sembra il caso di Conte che, all'indomani della notizia dell'indagine a suo carico, in conferenza stampa insieme ad Andrea Agnelli, si è detto indignato e totalmente estraneo ai fatti. Visto però il funzionamento della giustizia sportiva e l'accusa relativamente lieve, patteggiare potrebbe essere un modo per chiudere la partita con una squalifica minima. Resterebbe però l'imbarazzo della Juve che, totalmente estranea come club all'inchiesta calcio scommesse, si ritrova con tre tesserati coinvolti. Tre tesserati che però al momento delle presunte violazioni non facevano parte della Juventus. 

Il codice di giustizia sportiva, in materia, non stabilisce una sanzione precisa. L'omessa denuncia è infatti regolata dal comma 7 dell'articolo 6: 7. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che comunque abbiano avuto rapporti con società o persone che abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi precedenti, ovvero che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno di detti atti, hanno il dovere di informarne, senza indugio, gli Organi di Giustizia Sportiva. 

Il primo rischio, per Conte, è comunque quello di perdersi la Supercoppa Italiana, gara secca contro il Napoli in programma a Pechino per l'11 agosto. Stando a quanto scrive il Corriere dello Sport, infatti, il processo di Conte, con rito immediato è in programma per il 2 agosto. Possibile che la sentenza ci sia lo stesso giorno: in caso di condanna la squalifica diventerebbe subito esecutiva e la Juve a Pechino dovrebbe presentarsi con un vice in panchina. 

Diversa e decisamente più seria è la posizione di Leonardo Bonucci, per cui la procura ipotizza un illecito sportivo. Secondo l'accusa, quindi, il centrale della Juve e della Nazionale, nei tempi in cui giocava nel Bari, avrebbe avuto un ruolo "attivo" nelle combine. La partita contestata è Udinese-Bari 3-3, stessa gara per cui è coinvolto, ma solo per omessa denuncia, Simone Pepe. In caso di condanna, infatti, Bonucci rischia uno stop di tre anni. Così il regolamento di giustizia sportiva: I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati riconosciuti responsabili di illecito sportivo sono puniti con una sanzione non inferiore all'inibizione o squalifica per un periodo minimo di tre anni. In caso di pluralità di illeciti ovvero se lo svolgimento o il risultato della gara è stato alterato, oppure se il vantaggio in classifica è stato conseguito, le sanzioni sono aggravate. 

Cosa farà la Juve in caso di condanna di Conte? Tutto, ovviamente, dipende dalla durata dell'eventuale condanna. Se i giudici dovessero avere la mano leggera come nel primo filone del processo calcio scommesse la Juventus aspetterà che il tecnico finisca di scontare la squalifica. Già la cancellazione del reato di illecito garantisce di fatto la permanenza di Conte sulla panchina bianconera. Tramontano quindi le piste di fantamercato allenatori come quella che portava a Pepe Guardiola del Barcellona. Comunque vada a finire la storia l'allenatore della Juventus, anche in questa stagione, sarà Antonio Conte. In caso di condanna di Bonucci, invece, i bianconeri sarebbero costretti a tornare sul mercato per trovare un centrale. Tifosi e giocatore, ovviamente, si augurano di no. 




I Pulcini di Scampia
Ho visto Maradona, forse. Un tipo tutto calcio e Napoli come lui. Che sogna eserciti di bambini in mezzo al campo come li sognava lui. Perfino istrione come lui. Sono le nove e mezzo di sera quando al campo nazionale dei ragazzi di Libera a Borgo Sabotino viene chiamato d’improvviso al microfono un giovane che non avevo visto mai. Si chiama Rosario Esposito La Rossa. Forse l’unico esemplare al mondo di un Esposito con doppio cognome. Urla di simpatia lo accompagnano mentre zompa felice sul palco. Poi sono fuochi d’artificio.

Rosario sembra sulla trentina, ma ha ventiquattro anni, una maglia rossa e radi capelli fulvi. Brandisce un libro, chiede ai trecento ragazzi che ha davanti se si ricordano di quella volta che scommise sulla capacità di un libro di diventare casa editrice. Racconta tra gli applausi che la casa editrice ora c’è, si chiama Cafiero Marotta, e ci lavorano di riffe o di raffe sei o sette ragazzi. Che è un miracolo se si pensa che tutto questo accade a Scampia, il quartiere delle Vele, dove perfino “Gomorra” fu costretta a pagare il pizzo alla camorra per girare. Con l’aiuto del Comune di Napoli, annuncia, sta facendo in quelle strade degradate una delle più grandi biblioteche della Campania, si è battuto l’Italia intera per raccogliere libri gratis. Spiega che è stufo di quelli che vengono da fuori a vedere Scampia come fosse uno zoo. Che lui, a questi anticamorristi da antologia, si diverte a raccomandargli di stare attenti ai cecchini. Fa un racconto che trasuda amore per i ragazzini del suo oceanico quartiere. Li racconta ma vuole essere accompagnato dalle foto, essenò non capite quello che dico.

Ecco, vai avanti, guardate bene i loro occhi. E questo ragazzino, lo vedete come tocca la palla? Perché lui, Rosario Esposito La Rossa, fa l’allenatore dei pulcini dell’Arci Scampia, storica scuola di calcio: sono partiti che erano in sette e oggi sono più di seicento. Ecco qui, la sventola, la sciarpa biancorossa con i colori sociali. I ragazzi di Libera vanno in visibilio. Prima c’era diffidenza, ora i genitori vengono a chiederci di far giocare i figli. A voi sembra niente, che c’entrerà mai giocare a pallone con la lotta alla camorra. E invece c’entra. Gioco collettivo, impegno comune, regole e rispetto. Quel nostro campetto è diventato una magia, ci abbiamo fatto le partite anche con i rifugiati, e con gli immigrati. Sono la bellezza di Scampia, questi ragazzini. Non è retorica. Rosario sa bene che Scampia non è solo bellezza. Alcuni anni fa, era il 2004, suo cugino Antonio Landieri, disabile, venne scambiato per uno spacciatore e ucciso per sbaglio dentro la faida terribile e sanguinaria tra i Di Lauro e gli scissionisti. Ne parlò tutta Italia. Sembrava una mattanza inarrestabile. Venne a Napoli il presidente della Repubblica, venne il ministro dell’Interno, venne il presidente della Commissione parlamentare antimafia. A un certo punto la guerra finì. Restarono sul campo a difendere la legalità insegnanti, psicologi, assistenti sociali. E volontari di genio ed entusiasmo purissimo come Rosario. Che ormai è un fiume in piena. Io non ne posso più dei cravattari, grida, di questi antimafiosi che non hanno mai messo il naso nelle realtà maledette e di speranza. I ragazzi lo applaudono di nuovo.

La lotta alla mafia, continua, non è fatta solo di eroi. Non ci sono solo i grandi magistrati. C’è la quotidianità che non si conosce. Ognuno faccia bene quello che deve fare. Anche insegnando a giocare a pallone. Lo sapete quante volte mi trovo ragazzini di tredici anni che sono ancora in prima media? Ragazzi che hanno dovuto lasciare la scuola perché il genitore è stato ucciso dalla camorra, magari lo hanno visto con la gola tagliata, o che vanno avanti e indietro in treno per vedere per pochi minuti il padre al 41 bis in un’altra città? Ma sapete voi che realtà sociali hanno dietro? Eppure di quei bambini me ne sono portati a decine alla manifestazione di Libera a Potenza l’anno scorso. E con loro sono venuti anche un po’ di genitori. Sapete che vi dico? Che bisogna smetterla di parlare dell’esercito del bene e dell’esercito del male. C’è una realtà immensa che ci sfugge, che può stare di qua o può stare di là a seconda di quello che facciamo noi. L’altro giorno a Napoli hanno ucciso due ragazzi durante una rapina, il più grande aveva diciotto anni. Non ne ha parlato nessuno, nessuna pietà perché erano rapinatori. Ma pensate all’età che avevano, guai a credere che sia materia che non ci appartiene. Rosario ha la parola fluente. E infatti è anche scrittore.

Ha pubblicato un libro, Al di là della neve, per Marotta Cafiero, dedicato alla storia del cugino. E ora ne ha pubblicato un altro, Sotto le ali dell’airone, che porta in copertina sei facce monelle di bambini sdraiati a centrocampo. In epigrafe ha messo una frase di Roy Keane: “Non credo che il talento sia il risultato dell’allenatore. Penso sia una questione d’amore tra il bambino e la palla”.

Rosario ha la parola fluente. E infatti fa anche l’attore, con la sua compagna, Lena Stornaiuolo, che gli sta accanto timida e raggiante. Hanno dato vita a una compagnia di teatro civile, Vo.Di.Sca, Voci di Scampia. Rosario ha la parola fluente. Si invola in lirismi arditi, evoca il violino che è dentro di noi, l’aurora che sorge su Scampia anche se noi non la vediamo perché vedersi l’aurora è scomodo. Poi in un tripudio di urla e applausi salta giù dal palco e sparisce nella notte. Che volete che vi dica, forse ho visto Maradona.

Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2012


Il link sotto è un ragionamento parallelo e strettamente collegato:












L’INTERNAZIONALE DEGLI ULTRA'
Le polizie di tutta Europa sono in allarme e guardano con apprensione all’Italia. Perché il nostro paese è il crocevia della guerriglia che si agita attorno al calcio. Negli ultimi due anni, la tifoseria delle curve si è organizzata e ha compiuto un salto di qualità. Tanto che oggi sono ben 88 i gruppi della penisola che hanno stretto legami con quelli di tutto il Vecchio Continente. 33 sono politici: di esterma destra e di estrema sinistra. Una vera emergenza segnalata nel primo rapporto completo dell’Ucigos sul fenomeno. Ne siamo entrati in possesso: ecco il quadro che ne esce

di PAOLA CIPRIANI, MARCO MENSURATI e FABIO TONACCI








GazzaBet, il ricatto occulto nel calcio scommesse









Le società sportive nascono come associazioni. Le quali godono di minori oneri contabili. (Cioè esemplificando non debbono rendicontare all'autorità ).
Unisci a questo il fatto che il gioco del calcio è fatto di gesti non quantizzabili, come l'arte. Dunque i valori in discussione sono tutti opinabili. Si dice "alto valore aggiunto". Preoccupatevi: significa che dietro si celano rischi finanziari per le vs. Tasche.
Unisci ancora che lo sport, come l'arte, godono di discipline di favore sotto il profilo fiscale e sono finanziate tramite elargizioni private (es. sponsor)
Unisci che in Italia il falso in bilancio è privo di sanzioni effettive. Che comunque anche per le spa il controllo è in mano ai controllati.
Unisci infine il fatto che tutti i grossi gruppi industriali hanno la squadra di pallone, e che gli ingaggi sono inspiegabilmente milionari.
Viene fuori che gli industriali quando serve utilizzano il calcio per favorire altre imprese, o per finanziare uomini indicati dalla politica, o per ricevere denaro sporco, o per pulirne a loro volta.
In cambio, lo stato soffre di effetti dei minori introiti fiscali e del riciclaggio, che paghiamo tutti noi (es. bolla immobiliare a milano).








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