venerdì 27 novembre 2015

Fondo unico per i salvataggi bancari, addio a un altro pezzo di sovranità

Stiamo donando un altro pezzo di sovranità monetaria a un board, un ristretto tavolo di banchieri e di burocrati non eletti da nessuno. Decideranno loro quali banche salvare e quali far fallire, alla faccia dei correntisti e dei piccoli risparmiatori che da un giorno all'altro, come sta già succedendo in Italia in questi giorni, vedranno andare in fumo i loro risparmi.



Il nascente Fondo di risoluzione unico europeo, uno degli elementi dell'Unione bancaria continentale sotto l'egida di Mario Draghi e della Bce, dovrebbe segnare, secondo la propaganda imperante, il passaggio dai salvataggi di Stato (a carico dei contribuenti) ai salvataggi "interni". Dai bail-out ai bail-in. Peccato che la stessa ratifica, contro cui il M5S si è opposto strenuamente, dica che lo Stato potrebbe dover intervenire se le risorse del Fondo non bastassero.

Dunque il bail-out rimane, pur mascherato. Ma prima di arrivarci, e prima di arrivare all'intervento del Fondo, a pagare sono e saranno i piccoli soci e risparmiatori inconsapevoli, che spesso sono gli stessi correntisti indotti dai manager bancari a diventare pure azionisti o obbligazionisti. E che quasi sempre scelgono di farlo sulla fiducia, ignari delle condizioni reali della loro banca.

Il governo, ripetiamo, magnifica il passaggio all'era della responsabilità diretta delle banche sui loro conti (bail-in). Peccato che lo stesso esecutivo abbia fatto di tutto (e di corsa) pur di perfezionare il recente decreto salva-banche in anticipo sul primo gennaio 2016, data in cui entrerà in vigore in pieno il nuovo meccanismo, con il coinvolgimento anche degli investitori più tutelati e dei grandi correntisti. Palazzo Chigi ha capito a cosa andiamo incontro?
Piuttosto era meglio fare i prestiti diretti alle banche come nel caso di Montepaschi, almeno i soldi sono tornati indietro. Con gli interessi.


Oggi, invece, i correntisti e i piccoli risparmiatori non hanno voce in capitolo nella gestione di queste banche. E nemmeno i piccoli soci. erché i quattro istituti coinvolti nel decreto non sono stati salvati come Tercas? Perché non ricorrere al Fondo interbancario di tutela dei depositi che si era detto disposto a intervenire? La storia degli aiuti di Stato non regge.
Per tutelare i piccoli risparmiatori, il M5S darà sempre battaglia contro queste truffe e contro una politica asservita all'economia bancaria globale.

FONTE ---> http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/finanze/2015/11/fondo-unico-per-i-salvataggi-bancari-addio-a-un-altro-pezzo-di-sovranita.html