giovedì 16 gennaio 2014

I gassificatori...

...sono di diverse tipologie , quello più ( sicuro ) è con la tecnologia a bassa temperatura , non supera i 400 gradi in assenza di ossigeno e ha emissioni molto contenute ,sicuramente a norma di legge .
La scarsa diffusione di questi impianti è data da diversi motivi è nato come impianto per biomasse a combustione interna , si accende il rifiuto in una camera stagna e quando finisce l'aria , ha un ciclo di 24 ore e si consuma dall'interno senza fiamma , ceneri leggere al 3% .
volatili

A favore
non consuma metano
non consuma acqua
poche emissioni

A sfavore

brucia materiali a base carbonica .
brucia materie plastiche
produce un gas di sintesi che viene usato per produrre energia , ma non è di qualità e non stabile.

Altre tecnologie sui gassificatori sono ad alta temperatura e hanno lo stesso problema degli inceneritori  .

Ricordo che recuperati i materiali da reciclare , rimane una percentuale di materie plastiche miste che  oggi si possono utilizzare in impianti
mirati ,  da bruciare rimane pochino.
Per le emissioni ci sono soluzioni nuove ad " EMISSIONI ZERO "

Detto questo una con raccolta differenziata spinta , siamo quasi a " rifiutizero "  ergo il gassificatore non serve.



"EMISSIONI ZERO" temo proprio che NON esista,
almeno così ho sempre letto su testi di ogni tipo:
ci sono sistemi di catalizzazione e filtro molto efficaci, purché in ottimo stato di manutenzione.
"Emissioni zero" richiederebbe la combustione perfetta, e di perfetto al mondo non c'è praticamente niente.

Per l'impianto di Limbiate si prevederebbe infatti una sorta di display che riporterebbe i valori,
in tempo reale, degli inquinanti emessi in atmosfera...Emissioni magari nei limiti di legge, ma sempre emissioni!