BRESSO - Oltre due ore di sopralluogo, fotografando ogni angolo, osservando e raccogliendo informazioni. L'altro giorno, nel primo pomeriggio, inquirenti, fiamme gialle, polizia e Digos hanno fatto un sopralluogo all'aeroporto di Bresso. A guidare il gruppo c'era il pm milanese Tiziana Siciliano, che sta seguendo l'indagine relativa al blitz vandalico avvenuto nella notte ta il 5 e il 6 di aprile scorso, che lasciò distrutti quattro aerei parcheggiati negli hangar. Un atto ancora senza colpevole.
Gli accertamenti hanno però riguardato anche le denunce in merito alla gestione dello scalo, diviso tra Aeroclub Milano, Aeroclub Bresso (nato dalla scissione con il primo, dopo una lotta intestina) e privati. Le denunce si riferiscono sia alle concessioni scadute sia alle presunte irregolarità nella gestione e negli affitti. Ma è tutto ancora da verificare.
L'obiettivo di questo controllo è cercare di fare luce su una situazione complicata, che questa estate si era fatta rovente con l'ordine di sgombero intimato a fine agosto dal direttore dell'aeroporto di Linate, Riccardo Perrone. La motivazione era proprio la presenza di concessioni scadute o prossime alla scadenza. Ma poi il Tar ha accolto il ricorso dell'Ac Milano e tutto si è congelato. Fermato lo sgombero, è però rimasta sospesa anche l'assegnazione, tramite bando, degli spazi. Spazi che fanno gola a molti e che sono tra le cause delle ostilità.

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