giovedì 7 aprile 2016

Ministro Guidi, Gianlcuca Gemelli, Ivan Lo Bello e Giovanni Falcone

Gianluca Gemelli, chi è il fidanzato dell'ex ministro Guidi
Siracusa, 6 aprile 2016 - NATO in una famiglia della piccola borghesia (padre Paolo ufficiale della Marina, mamma Mirella casalinga), Gianluca Gemelli, 41 anni, il compagno dell’ex ministro Guidi, consuma l’adolescenza tra ‘struscio’ e mare. «Passava più tempo al lido della Marina militare di Punta Izzo che sui libri di ingegneria», racconta chi lo conosce.

Eppure coltiva una smisurata voglia di fare impresa, di mettersi in proprio. Così inizia con un’aziendina di giardinaggio, ma è troppo poco. La svolta arriva quando conosce Valentina, figlia di uno degli uomini più ricchi e potenti di Siracusa, Giuliano Felice Ricciardi, origine spezzina, ma in Sicilia da quaranta anni.
SI innamorano e si sposano nel 2004, per Gianluca è il colpo di fortuna che lo catapulta nell’Olimpo, che gli apre le porte dei circoli più esclusivi. «Sì, mio padre gli ha dato una grossa mano e gli ha fatto gestire alcune sue aziende», racconta Valentina. Grazie all’industria di famiglia – general contractor del gruppo Foster Wheeler, progettista della piattaforma Vega che serve Eni ed Edison –, Gemelli entra in contatto con il polo petrolchimico di Priolo e con il giro che conta, a partire da Ivanhoe Lo Bello, pezzo grosso di Confindustria (oggi è leader di Unioncamere).
Con le entrature del suo mentore Gianluca, che è un ragazzo sveglio nonostante il ciuffetto ribelle, diventa presidente dei giovani industriali di Siracusa e, qualche anno dopo, conquista la vicepresidenza nazionale. È qui che conosce, nel 2008, Federica Guidi, figlia di Guidalberto, patron di Ducati Energia.
TRA Gemelli – il cui matrimonio con Valentina è ormai al capolinea, nonostante i due figli – e Federica, il legame si fa sempre più stretto, fino ad arrivare alla convivenza. Nel 2012 ha un figlio da Gianluca. I maligni sostengono che Guidalberto non straveda per quel siciliano, più giovane di quattro anni. Quel ‘quasi marito’ di problemi gliene crea, eccome. Ad esempio – pare emergere dall’inchiesta e dalle intercettazione – chiede sostegno per la sua azienda di servizi, la Its. Tanto che Federica si spazientisce: «Come mai con la cassa sei sempre messo così tirato, non ti pagano i clienti? Come mai, perché tu non dovresti... non hai acquisti di materiali, non hai niente». Lui si giustifica: «È perché sono arrivato ‘spompo’, mi segui? C’ho cose che a poco a poco mi sto pagando, rateizzazioni, cose, eccetera, i mutui che mi assorbono un bordello».
NON è solo la sua leggerezza nei libri contabili e il pressing lobbistico di Gemelli a preoccupare la Guidi. Anche le incursioni su Twitter e Facebook stanno a indicare una certa vaporosità del suo ruolo di imprenditore e, soprattutto, di compagno di una donna in carriera. Come un assatanato dell’antipolitica, Gianluca vomita il suo sdegno contro i partiti. «Ai politici… Buffoni, la gente è stanca di voi!!!». «È avvilente dover constatare – scrive a febbraio 2013 – che non abbiamo un’offerta politica credibile, l’Italia ha perso l’occasione Renzi!». Salvo poi a dismettere i panni del fustigatore della Casta per strizzare l’occhio sulle forme di Naike Rivelli, la figlia di Ornella Muti: «Tu ossessionata dalla volgarità? Ho visto molte tue foto, non lo sei mai», twitta alla bellissima ragazza.
E ORA? Gianluca deve fare i conti non solo con la freddezza di Federica, che l’accusa di averlo usata (anche se pochi giorni fa l’ex ministro fa aveva ribadito: «Non so come altro definirlo, se non mio marito»), ma anche con un paio di inchieste (oltre a Potenza, c’è quella di Augusta) che si annunciano insidiose. Il clima si è surriscaldato e rischia di fargli terra bruciata attorno, nonostante qualche commessa gli resti ancora nei campi petroliferi della Nigeria e nelle attività della ExxonMobil in Belgio. Intanto si è dimesso dall’incarico di commissario di Confindustria a Siracusa. Un posto maledetto, quello. Fino al dicembre del 2014 sulla poltrona siedeva Francesco Siracusano, capo del personale di Isab-Erg, dichiarato decaduto dal collegio dei probiviri per violazioni etiche. Dopo di lui, ecco l’ex presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina, che lascia un anno dopo, accusato di aver acquistato con fondi pubblici uno yacht di lusso. «È un testardo, si rialzerà», confidano i suoi collaboratori. Ma per l’uomo che sussurrava alle donne, il futuro ora non è affatto roseo.

(di NINO FEMIANI http://www.quotidiano.net/tempa-rossa-gianluca-gemelli-federica-guidi-1.2037915)




Ivan Lo Bello, dal Banco di Sicilia a Unioncamere via Confindustria
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/23/ivan-lo-bello-dal-banco-di-sicilia-a-unioncamere-via-confindustria/1804920/




"Guidi dimessa ma emendamento marchetta Lobby è del Governo"






Montante indagato per mafia. E Ivan Lo Bello resta solo?
La notizia è “il Presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante indagato per mafia”. Sarà la magistratura a stabilire la verità, ma è tutto come un “deja vu”.
Su “L’Ora Quotidiano” del 9 Febbraio 2015: “Pentiti contro leader di Confindustria: Montante indagato per mafia“.
Una notizia bomba. Antonello Montante, infatti, oltre ad essere il Presidente di Confindustria Sicilia, è:
Delegato nazionale di Confindustria per i problemi della legalità;
Componente dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla mafia (su designazione del Ministero dell’Interno);
Presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta;
Presidente di Unioncamere Sicilia
È del novembre 2014 l’altra accusa. Quella che il magistrato Nicolò Marino mosse ai vertici di Confindustria siciliana. La questione era legata alla gestione dei rifiuti e il dito era puntato sul vice presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, ma non solo.
Marino ha indicando ciò che a suo parere costituisce un sistema di potere e di collusioni formato da Montante, Lo Bello, Lumia (senatore PD. Poteva mancare il PD?), Catanzaro e lo stesso Presidente della Regione Siciliana Crocetta.
Crocetta ha goduto degli appoggi di Confindustria come sindaco di Gela, come parlamentare europeo e come presidente della Regione siciliana.
Montante e Lo Bello hanno prontamente querelato Nicolò Marino che, però, pare non essersi affatto intimidito. Anzi, ha rincarato la dose.
Questa Amministrazione – scrive Marino – è ben a conoscenza che nel lontano 1995 la Catanzaro Costruzioni s.r.l. ebbe ad aggiudicarsi il servizio per la gestione della discarica di Siculiana in ATI con la FORNI ed Impianti industriali Ing. De Bartolomeis S.p.a. di Milano (l’unica in possesso dei requisiti per la partecipazione alla gara), questa ultima coinvolta successivamente nell’inchiesta “TRASH” della DDA di Palermo, per vicende connesse alla turbativa d’asta in gare per discariche, depuratori ed altri impianti di smaltimento, inchiesta culminata finanche nell’arresto del suo direttore generale, Massimo Tronci, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, risultato in rapporti di affari con RIINA Salvatore, BUSCEMI Antonio, LIPARI Giuseppe, VIRGA Vincenzo, NANIA Filippo, BRUSCA Giovanni e SIINO Angelo1
Per inciso, Siculiana è in provincia di Agrigento. Provincia di Giuseppe Catanzaro, ma anche del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, lo stesso che ha nominato Montante all’Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla mafia.
Montante indagato per mafia. Mah!
A proposito dell’incarico conferito da Angelino Alfano, ci sarebbe pure quel piccolo problema sul conflitto di interessi:
È giusto insomma che uno dei membri del consiglio direttivo dell’Agenzia che assegna i beni confiscati alle mafie sia anche uno dei più influenti soci di un ente che ha tra le sue finalità la gestione dei beni confiscati a Cosa Nostra? Strano destino, quello di Confindustria Sicilia.
Oggi abbiamo Montante indagato per mafia, ma dei vertici di Confindustria Sicilia ebbe già ad interessarsi la Commissione nazionale Antimafia degli anni ’70 che, in diverse pagine, menziona l’ing. Domenico (Mimì) La Cavera, l’allora Presidente di Confindustria Sicilia.
I suoi rapporti con l’ineffabile avvocato Vito Guarrasi di Palermo2 . Strano tipo, Vito Guarrasi. Imparentato con Enrico Cuccia (Mediobanca).
Definito “il vero boss”, “l’avvocato dei misteri”.
Per il giudice Calia presenziò perfino alla sottoscrizione del trattato di Cassibile, rappresentando gli interessi della mafia.
Amici inseparabili, lui e La Cavera. Insieme e con il deputato comunista Emanuele Macaluso furono i fautori e i sostenitori della “stagione del milazzismo” in Sicilia3
Silvio Milazzo, dopo le elezioni, il 12 agosto 1959 formò un secondo governo, dove però non entrò più il MSI. Questo secondo governo ebbe allora un sostegno variegato, dalle sinistre, ai monarchici, ai vertici di Sicindustria, allora guidata da Domenico La Cavera che già aveva rotto con Confindustria, fino ad esponenti vicini alla mafia.
La Cavera ebbe relazioni anche con l’altro (oltre lo stesso Guarrasi) grande attore del “Caso Mattei”, Graziano Verzotto, e con lo stesso Enrico Mattei.
È stato uno dei promotori insieme a Vito Guarrasi e Graziano Verzotto della Sofis (ente pubblico siciliano nato nel 1957) di cui fu nominato direttore. Il suo nome compare nelle relazioni compiute dalla Commissione parlamentare antimafia negli anni ’70.
Ma i suoi affari in contiguità con la mafia andavano oltre:
Fu amministratore delegato della SIRAP, (società controllata dall’ESPI), coinvolta nell’indagine su Angelo Siino, il gestore degli affari economici di Cosa Nostra
Antonello Montante e Ivan Lo Bello per Domenico La Cavera erano “i ragazzi”.
Montante e Lo Bello (e Catanzaro) son sempre andati d’amore e d’accordo. Sicilia ovest al primo e Sicilia est al secondo.
Presidenza della Camera di Commercio di Caltanissetta al primo, quella di Siracusa al secondo.
Altre grandi Camere di Commercio siciliane (Catania e Messina) – ma anche Enna, ad esempio – sono tenute dal Governo Crocetta in condizione di commissariamento di dubbia legittimità.
Antonello Montante indagato per mafia. Si stenta a crederlo!
Dice il deputato regionale siciliano Leanza4
Lo Bello e Montante? Sono i padroni della Sicilia
Solo ultimamente, secondo alcune voci, si sarebbero creati dissapori tra loro, ma lingue ancor più malevole sostengono che sia tutto “teatro”. In ballo ci sono gli accorpamenti delle Camere di Commercio siciliane e con essi la gestione delle (s)vendite degli aeroporti siciliani.
E adesso ci si ritrova Antonello Montante indagato per mafia.

(fonte http://ilcappellopensatore.it/2015/02/montante-indagato-per-mafia-e-ivan-lo-bello-resta-solo/)