mercoledì 9 marzo 2016

PECORIFICIO ITALIA

"Il contenuto della nostra coscienza è tutto ciò che negli anni dell'infanzia ci veniva regolarmente richiesto senza un motivo da persone che veneravamo o temevamo. Dalla coscienza viene dunque stimolato quel senso del dovere ("questo debbo fare, e non fare quello") che non chiede "perchè" debbo? In tutti i casi in cui una cosa viene fatta con un "perchè", l'uomo agisce senza di essa. A causa della lunga abitudine, l'uomo non sente più il peso delle sue catene. Le cose più vicine di tutte vengono dai più viste assai malamente, e molto raramente prese in considerazione. Non si dica che ciò deriva dall'irragionevolezza umana: anzi, di ragione ce n'è abbastanza e anche troppa, ma essa viene male indirizzata e artificiosamente distolta dalle cose piccole e più vicine. Preti e maestri, e la sublime avidità di dominio degli idealisti di qualsiasi tipo, cominciano subito a inculcare nel bambino che ciò che conta è qualcosa di completamente diverso: è la salvezza dell'anima, il servizio dello Stato, il progresso della scienza, oppure la reputazione e il possesso come mezzi per rendere servizio all'intera umanità, mentre le esigenze del singolo, i suoi bisogni grandi e piccoli entro le ventiquattro ore del giorno sarebbero qualcosa di spregevole e indifferente.

La fede nella verità comincia con il dubbio in tutte le "verità" credute sino a quel momento. Non pochi pensieri sono entrati nel mondo come errori e illusioni, ma son divenuti verità perchè in seguito gli uomini hanno attribuito ad essi un substrato reale. Ciò che noi oggi chiamiamo mondo è il risultato di una quantità di errori e fantasie che, sorti a poco a poco durante tutto lo sviluppo degli esseri organici, son cresciuti, e sono stati ereditati da noi come tesoro accumulato dell'intero passato, in quanto su di esso si basa il valore della nostra umanità. Tutta la vita umana è profondamente immersa nella menzogna: il singolo non può estrarla da questo pozzo senza adirarsi per le più fondate ragioni con il suo passato, senza trovare insensati i suoi motivi attuali, come quello dell'onore, e contrapporre scherno e disdegno alle passioni che spingono verso il futuro e verso una felicità in esso. Un uomo che si sia scrollato di dosso le catene della vita al punto da continuare a vivere soltanto per sempre meglio conoscere, deve poter rinunciare, senza rimpianto e fastidio, a molto, anzi quasi a tutto ciò che presso gli altri uomini ha valore; a lui deve bastare, come lo stato più desiderabile, quel sollevarsi libero e senza paura al di sopra di uomini, costumi, leggi e tradizionali valutazioni delle cose."

(Friedrich Nietzsche - Umano, Troppo Umano)