martedì 19 gennaio 2016

Parole Guerriere... di Vincenzo Caso

"Riprendo a scrivere dopo oltre un mese.
E'stato un mese difficile per il nostro moVimento.
Sapevamo che entrando qui dentro non sarebbe stato semplice, che siamo in guerra.
La cosa che forse non sapevamo è che i "nemici" non tentano di abbatterti, ma tentano di inglobarti.
Cercano di farti diventare come loro, o quanto meno di apparire tali all'opinione pubblica.
I partiti sono stati una delle cause dell'indebolimento della nostra democrazia; hanno disatteso da subito il ruolo assegnatogli dalla Costituzione (far partecipare i Cittadini alla gestione della cosa pubblica) per divenire dei comitati d'affari (propri e dei propri amici).

Quando vi dicono che il Parlamento è lento e che bisogna accelerare l'iter delle leggi (una delle scuse delle "riforme" che impediranno ai Cittadini di votare i Senatori), vi dicono una balla. Anzi, al contrario, il Parlamento corre troppo, si fanno troppe leggi, regolamenti, decreti ecc ecc. Una grossa ruota con tanta gente che gira vorticosamente.
Spesso devi prendere decisioni in poco tempo, perchè così chiedono regole e prassi parlamentari.
Capisci che c'è qualcosa che non va quando vedi che le leggi sono incomprensibili, con rimandi su rimandi, interpretazioni su interpretazioni, però ti abitui a leggere e a scrivere in quel modo, perchè quelle sono le regole. Se poi chi deve rispettare quelle leggi non ha i mezzi per capirle, che importa.
Ed infine la mediaticità. Questa "politica" è ormai al 99% mediaticità (peggiorata anche dall'insediamento del governo Renzi). L'importante è apparire. Poco importa se poi le parole rimangono nell'etere o se, ancora peggio, i provvedimenti, per seguire quelle parole al vento, diventino solo degli inutili spot fatti con i soldi delle tasse dei cittadini.
Tutto ciò, per dire che giochiamo nel loro campo, con le loro regole; la cosa più semplice per essere efficaci è strutturarsi come loro. Avere dei vertici, dei leader ed in tal modo rispondere sempre prontamente a tutte le battaglie che questa politica ti porta a combattere.
Ma è davvero questa la soluzione giusta?
"Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi."
Siamo partiti da questo. Dovremmo ricordarcelo sempre. Più ci spingono ad essere come loro, più dobbiamo spostarci dall'altra parte. E l'altra parte sono i Cittadini. Più che strutturarci e chiuderci dovremmo aprirci di più. Dare più forza ai nostri iscritti, renderli partecipi, informarli di più.
Il trappolone mediatico del caso Quarto è stato emblematico in tal senso. Il PD, con l'aiuto dei media, ha gonfiato enormemente il tutto, in modo da renderci per l'opinione pubblica come loro, "fine del monopolio morale". Ovviamente tutto ciò razionalmente non ha senso. Nessuno di noi ha mai creduto che le mafie avessero il timore di infiltrarci. La mafia appoggia chi vince e, nel caso di Quarto, il moVimento correva praticamente da solo. La differenza ovvia tra noi e i partiti sta nell'aver espulso immediatamente il consigliere, ancor prima che fosse indagato, mentre i partiti di solito non solo li difendono, ma li ricandidano nelle tornate elettorali successive. Oltre, ovviamente, al fatto che la camorra a Quarto non ha ottenuto nulla. 
Sicuramente però possiamo ragionare su due elementi:
- quanto più il moVimento si identifica con poche persone, mediaticamente riconoscibili, tanto più queste saranno soggette ad attacchi sempre più feroci e strumentali.
- nella formazione delle liste, abbiamo la necessità di maggior controllo.
Anche in questo caso, le soluzioni sono due, o ti strutturi di più e crei "vertici" che controllano, oppure hai una rete di cittadini talmente forte da riuscire ad evitare queste situazioni. Ovviamente nel primo caso, la soluzione è semplice e pronta, nel secondo complessa e tutta da creare.
Dopo tre anni qui dentro ci si rende ovviamente conto che per portare dei veri cambiamenti nella nostra Società, hai la necessità di essere al Governo.
Dobbiamo anche ricordarci però che "andare al Governo" è una tappa intermedia e non il fine, che rimane appunto portare dei grossi cambiamenti nel nostro Paese ed, in particolare, fare in modo che siano i Cittadini ad occuparsi, realmente, della cosa pubblica.
Quello che dobbiamo decidere è se crediamo che il fine giustifichi i mezzi o che i mezzi debbano essere adeguati al fine che si vuole raggiungere.
Io credo fortemente nel secondo, in quanto, anche con il miglior governo, tutto composto di persone oneste e competenti, se alla fine ti sei strutturato come loro, rimarrai intrappolato in quei meccanismi. Al massimo potrai avere un buon governo, ma non riusciresti a portare quella rivoluzione culturale che ci ha spinto fin qui, quel fine ultimo per cui il moVimento cesserà di esistere ed i Cittadini si impossesseranno delle Istituzioni."

Una vera rivoluzione non si può fare dall'alto, ma solo con i Cittadini.



VINCENZO CASO ---> https://www.facebook.com/VincenzoCasoM5S/posts/1085986311434055/