venerdì 25 marzo 2016

ITALIANI - Signori della GUERRA e dell'IPOCRISIA

La coerenza della sottocultura italiana media oggi è SPAVENTOSA...
Se sapere è POTERE allora SAPPIATE:











Finmeccanica e il mercato corrotto delle armi - 13 febbraio 2013
«Lo scandalo che ha travolto Finmeccanica non è una questione di singole persone corrotte. È il mercato degli armamenti che è corrotto in sé e vive sulla corruzione». Francesco Vignarca, coordinatore della Rete disarmo e autore (insieme a Duccio Facchini e Michele Sasso) di Armi affare di Stato (Chiarelettere, 2012), commenta così l’arresto di Giuseppe Orsi, presidente di Finmeccanica, la holding italiana degli armamenti, per aver creato un sistema di tangenti sfruttando alcune commesse all’estero.
Come funziona il mercato degli armamenti?
Questo mercato è caratterizzato dal fatto che l’acquirente è uno solo, lo Stato. Lo Stato non acquista in base a necessità operative reali o a scelte economiche, ma sulla base di necessità spesso fittizie e soprattutto utilizzando procedure di acquisto segrete. Chi acquista gli armamenti per conto dello Stato lo può fare senza dare conto a nessuno. Attenzione però, le scelte non vengono fatte solo dai politici, ma anche da manager e militari. Il dito non va quindi puntato solo sui membri del governo o sui parlamentari, ma sulla contiguità tra politici, manager e militari.
In quali settori opera attualmente Finmeccanica?
La Finmeccanica scommette su tre poli: Selex, che produce sistemi informativi ed elettronici per la difesa; Agusta Westland, che è uno dei principali produttori mondiali di elicotteri; Alenia-Aermacchi, che è impegnata nel settore aeronautico. Finmeccanica ha poi joint-venture in altri comparti: per esempio è partner del consorzio che produce il cacciabombardiere Efa, produce missili, siluri e cannoni.
Perché negli ultimi anni la holding pubblica si è progressivamente concentrata sul comparto militare?
In realtà è un processo che va avanti da tempo. È da metà degli anni Novanta infatti che in Finmeccanica si è registrato un consolidamento delle attività militari. In quel periodo le varie aziende che facevano capo alle holding statali (Iri, Efim, ecc.) si sono raggruppate e si sono riorganizzate nella holding. Ma è nel decennio successivo che si conosce il boom delle attività militari. Gli anni Duemila si aprono con l’11 settembre e con l’esplosione delle spese militari che, in un decennio, aumentano del 50%. Sono gli anni dei soldi facili per i vertici aziendali. Pierfrancesco Guarguaglini, allora amministratore delegato della holding, porta l’azienda a utili eccezionali che procurano anche a lui guadagni formidabili grazie alle stock options. Ciò spinge i vertici a concentrarsi sempre di più sul comparto militare. Gli utili però si fondano sul nulla. Una parte consistente degli utili era ottenuta grazie ai paradisi fiscali. L’80% circa delle aziende che fanno capo a Finmeccanica ha infatti sede all’estero, ma non per ragioni operative, bensì finanziarie e fiscali. Con il paradosso che un’azienda dello Stato italiano riesce a ottenere profitti evitando di pagare imposte al proprio Stato.
Se i guadagni sono elevati allora Finmeccanica sembra aver fatto una scelta giusta, almeno sul piano economico...
In realtà no perché, lo ripeto, gli utili sono consistenti, ma prodotti su castelli di carta. Guarguaglini, per esempio, aveva voluto acquistare la Drs Technologies. Un acquisto sopravvalutato, tanto è vero che poi hanno dovuto ridurre la sua valutazione in bilancio, rimettendoci molti milioni.
Finmeccanica è uscita completamente dal settore civile?
No, è ben presente e noi vediamo con preoccupazione l’annuncio della vendita di alcune aziende civili del gruppo. Cedere Ansaldo segnalazioni ferroviarie piuttosto che Ansaldo Breda significa perdere competenze industriali perché può capitare che l’acquirente straniero sposti poi all’estero le produzioni. Finmeccanica dovrebbe invece valorizzare queste produzioni e lo Stato dovrebbe aiutarla a farlo. Finmeccanica produce armi perché lo Stato le chiede armi. Ma se lo Stato chiedesse altri tipi di produzione, Finmeccanica potrebbe in breve riconvertirsi. Selex, per esempio, produce sistemi informativi per la difesa. Perché non potrebbe riconvertirsi producendo sistemi informativi a uso civile? Le competenze esistono già, bisogna solo darle le commesse giuste.
L’inchiesta su Finmeccanica ha messo in luce un presunto sistema di tangenti sulle commesse estere. Esiste un sistema simile anche sulle commesse italiane?
Non c’è bisogno di pagare mazzette in Italia, è meglio farlo con pagamenti estero su estero. Se le ipotesi accusatorie nel processo Orsi verranno confermate in aula, parte dei soldi dati agli intermediari per «oliare» i politici indiani (per una commessa di elicotteri) sono poi rientrati in Italia. Come? Orsi avrebbe aumentato fittiziamente il denaro dovuto agli intermediari e la quota che non è stata trattenuta dall’intermediario e non è andata in tangenti, è tornata in Italia ed è servita a pagare i politici italiani (probabilmente, secondo l'accusa, quelli legati alla Lega Nord o a Comunione e liberazione).
Ma spesso è possibile «ingraziarsi» politici e militari in modo più o meno lecito. Per esempio, ai generali che scelgono particolari sistemi d’arma o sistemi di puntamento vengono offerti posti di prestigio nell’industria degli armamenti quando vanno in pensione o lasciano le forze armate. Per farsi amici i politici invece si finanziano i loro giornali o le loro fondazioni. Si sa che recentemente un deputato è stato avvicinato da un esponente del Pdl che, per ottenere il suo voto, gli ha proposto di creare una fondazione. Questa sarebbe poi stata finanziata con sponsorizzazioni (del tutto legali) di Finmeccanica. La rivista della fondazione di Massimo D’Alema riceve da anni finanziamenti per la pubblicità da Finmeccanica. In questi casi non c’è corruzione, ma solo «scelte commerciali mirate».
---> http://www.popoli.info/easyne2/Primo_piano/Finmeccanica_e_il_mercato_corrotto_delle_armi.aspx



Petrolio, infrastrutture e armi - 20 dicembre 2011
Mario Monti, premier italiano, e Mustafa Abdel Jalil, presidente Comitato nazionale di transizione libico (Cnt), nell’incontro che hanno avuto giovedì 15 dicembre, hanno riattivato il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione che era stato siglato dal leader libico Muammar Gheddafi e dal premier italiano Silvio Berlusconi nel 2008.

Il Trattato è molto complesso, ma ha, fondamentalmente, tre obiettivi: chiudere il contenzioso coloniale tra i due Paesi (senza però risolvere il problema dei risarcimenti agli italiani espulsi dalla Libia nel 1970), creare i presupposti per una collaborazione in campo energetico, attuare gli accordi siglati in passato per contenere l’immigrazione clandestina. L’Italia si è impegnata a investire 5 miliardi di dollari in 25 anni in infrastrutture. In particolare, nella realizzazione di un’autostrada costiera dalla frontiera con la Tunisia a quella con l’Egitto, nella costruzione di abitazioni, nella creazione di borse di studio per studenti libici e nell’erogazione di pensioni di invalidità per i mutilati dalle mine seminate dall’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. La Libia da parte sua deve impegnarsi nella lotta all’immigrazione clandestina attuando l’accordo siglato il 29 dicembre 2007 dal governo Prodi (e al quale avevano lavorato i governi Dini e D’Alema) che prevede il pattugliamento congiunto delle coste libiche e la fornitura di attrezzature e mezzi per controllare i flussi degli immigrati. La Libia poi ha accettato l’Italia come partner di riferimento nello sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio. I principali beneficiari, a livello commerciale, sono imprese italiane. In prima fila i grandi gruppi statali Finmeccanica ed Eni. L’intesa prevede infatti concessioni quarantennali per l’Eni. Finmeccanica dovrebbe invece fornire una serie di attrezzature elettroniche e di elicotteri per aiutare le forze dell’ordine libiche nell’azione di controllo dell’immigrazione.

La «riattivazione» del Trattato è arrivata, non annunciata, a meno di due mesi dalla morte di Gheddafi (20 ottobre) e ha sorpreso molti osservatori. Sul Trattato infatti le diverse anime del Cnt erano divise e non ci si aspettava che in così breve tempo il presidente Jalil avrebbe trovato un accordo con il governo di Roma. «Il Cnt - spiega Andrea Varvelli, analista dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) - ha una scarsa legittimazione politica interna. È un Comitato formato da tecnocrati non eletti ed è sostenuto dall’appoggio che gli arriva dall’estero: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia. È quindi ovvio che, almeno finché non ci sarà un governo legittimato dalle elezioni politiche, il Cnt cercherà di non inimicarsi gli alleati stranieri. Il rinnovo del Trattato si comprende solo in quest’ottica». All’Italia il Trattato offre indubbi vantaggi (l’accesso al petrolio e al gas libico, le commesse per la costruzione delle infrastrutture, le forniture di materiale di sicurezza per controllare i confini), ma anche l’onere di versare i 5 miliardi di euro. «Chi ne trae grande vantaggio è certamente l’Eni - sostiene Varvelli - che potrà continuare a pompare petrolio e gas in Libia, ma anche le nostre aziende di costruzione. Anche se non credo che ai libici interessi più la famosa autostrada litoranea. Per Gheddafi, un’opera simile era un modo per dimostrare la vittoria sul colonialismo. La nuova classe politica invece sembra disinteressarsi del colonialismo. Forse chiederanno alle imprese italiane di costruire altre infrastrutture». Il problema è capire cosa potrebbe succedere dopo la nomina di un governo espressione di un nuovo parlamento. Al Trattato sarà dato seguito? Verrà modificato? Dal punto di vista politico, la Libia non dovrebbe differire di molto dai Paesi vicini. Come in Tunisia e in Egitto, anche in Libia nelle elezioni probabilmente si affermerà un partito emanazione dei Fratelli musulmani (che potrebbe ottenere tra il 40 e il 50% dei consensi) e uno di matrice salafita (islamici fondamentalisti, intorno al 20-30% dei voti). «A differenza di Egitto e Tunisia - osserva Varvelli -, in Libia i movimenti politici hanno una forte connotazione territoriale e non nazionale. Da sempre chi proviene dalla Cirenaica tende a prendere le distanze da chi è originario della Tripolitania o dal Fezzan e viceversa. Questo è un elemento di complessità, ma alla fine non credo che il Paese si spaccherà. Tutte le fazioni hanno capito che per una gestione ottimale delle risorse petrolifere è necessario mantenere lo Stato unito. Quindi se è vero che ci saranno difficoltà, non penso si arriverà a una situazione di anarchia. È nell’interesse di tutti sfruttare la ricchezza e ripartirla piuttosto che combattersi».
---> http://www.popoli.info/easyne2/Primo_piano/Petrolio_infrastrutture_e_armi.aspx









CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015 E I RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2015
Consiglio di Amministrazione approva Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2015 e i risultati del terzo trimestre 2015
EBITA +45% e EBIT +84% rispetto ai primi nove mesi del 2014
Risultato Netto Ordinario positivo per 150 milioni di euro, rispetto ad una perdita netta di 54 milioni nei primi nove mesi dello scorso anno
Guidance EBITA annuale rivista al rialzo, nell’intorno di 1.130 milioni di Euro, senza considerare l’effetto positivo del cambio
Il Consiglio di Amministrazione di Finmeccanica, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gianni De Gennaro, ha esaminato e approvato all’unanimità il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2015 e i risultati del terzo trimestre 2015.
I risultati al 30 settembre 2015 confermano il significativo miglioramento del Gruppo sotto il profilo economico e finanziario rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in linea con quanto già evidenziato nei precedenti trimestri e con gli obiettivi delineati nel Piano Industriale 2015 – 2019. In particolare, Finmeccanica ha registrato una significativa crescita in termini di redditività, con un incremento a livello di EBITA pari quasi al 50% rispetto ai primi nove mesi del 2014, un EBIT quasi raddoppiato e un risultato netto positivo per €mil. 160, a fronte di un risultato del 2014 negativo per €mil. 24. L’incremento di risultato netto è ancora più significativo a livello di Risultato Ordinario (escludendo, quindi, l’utile delle discontinued operation), che passa da un valore negativo di €mil. 54 ad un valore positivo di €mil. 150.
Nel dettaglio, i risultati dei primi nove mesi del 2015, che non includono più il contributo delle attività nel settore Trasporti – oggetto di cessione ad Hitachi - separatamente classificate tra le discontinued operation, evidenziano:
Ordini: pari a 7.791 milioni di euro, superiori al corrispondente periodo del 2014 grazie al favorevole impatto del cambio, nonostante il calo di Elicotteri (anche per l’Oil&Gas) e Aeronautica, entrambi i quali nel 2014 avevano beneficiato di importanti ordini straordinari.
Portafoglio ordini: pari a 28.071 milioni di euro, che assicura al Gruppo una copertura pari a circa due anni e mezzo di produzione equivalente.
Ricavi: pari a 9.001 milioni di euro, +4,6% rispetto ai primi nove mesi del 2014.
EBITA: positivo per 745 milioni di euro, in decisa crescita (+45%) rispetto ai 515 milioni dei primi nove mesi del 2014, che includeva oneri, pari a circa $mil. 100, relativi ad uno specifico programma di DRS. Tuttavia, anche escludendo tale effetto, si evidenzia un significativo miglioramento sostenuto dai benefici associati ai piani di efficientamento e riduzione dei costi avviati negli esercizi precedenti. ROS al 8,3% in aumento di 230 bp.
EBIT: positivo per 599 milioni di euro, +84% rispetto ai 325 milioni dei primi nove mesi del 2014.
Risultato netto ordinario (senza considerare le attività del settore Trasporti appena cedute): positivo per 150 milioni di euro, rispetto ai 54 milioni negativi dei primi nove mesi del 2014.
Risultato netto: positivo per 160 milioni di euro, rispetto ai 24 milioni negativi dei primi nove mesi del 2014.
Indebitamento netto di Gruppo incluse le discontinued operation: pari a 5.125 milioni di euro, in miglioramento di 224 milioni di euro rispetto ai 5.349 milioni al 30 settembre 2014 nonostante l’effetto di differenze cambio negative sui debiti denominati in GBP e $. L’aumento rispetto ai 3.962 milioni registrati al 31 dicembre 2014 è essenzialmente dovuto all’effetto negativo del flusso di cassa di periodo, andamento peraltro tipico nelle dinamiche del Gruppo.
Free Operating Cash Flow (FOCF): negativo per 935 milioni di euro, in miglioramento di 420 milioni rispetto ai 1.355 milioni negativi nel primo semestre del 2014, che era stato pesantemente condizionato dall’escussione delle garanzie (€mil. 256) a valere sul contratto indiano del settore Elicotteri (effetto solo parzialmente compensato dai maggiori dividendi ricevuti da joint venture).
In considerazione dei risultati ottenuti nei primi nove mesi del 2015 e delle aspettative per il successivo trimestre, si confermano le previsioni per l’intero anno formulate in sede di predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2014. In particolare Finmeccanica, mantenendo invariate le originarie ipotesi sui rapporti di cambio (€/USD a 1,27 e €/GBP a 0,8), stima che il valore annuale di EBITA si attesterà nell’intorno di €mil. 1.130.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato, sulla base del modello divisionale “One Company”, la nuova struttura organizzativa di Finmeccanica che, come già reso noto, dal 1 gennaio 2016 sarà articolata in quattro Settori e sette Divisioni, con una nuova Governance che consentirà di centralizzare i sistemi di indirizzo e controllo e, al contempo, di decentrare la gestione del business sulle Divisioni, definendo altresì funzioni e attribuzioni di Settori e Divisioni e dei relativi responsabili.
All’esito, il Consiglio ha condiviso l’iter seguito dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale per l’individuazione dei migliori candidati quali referenti per ciascun Settore e ciascuna Divisione e ha preso atto dei soggetti conseguentemente nominati dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale in tali posizioni.
 In particolare:
Settore Elicotteri (Daniele Romiti), con la Divisione “Elicotteri” (Daniele Romiti);
Settore Aeronautica (Filippo Bagnato) con le Divisioni “Velivoli Militari” (Filippo Bagnato) e “Aerostrutture” (Alessio Facondo)
Settore Elettronica, Difesa e Sistemi di Sicurezza (Fabrizio Giulianini) con le Divisioni “Sistemi Avionici e Spaziali” (Norman Bone), “Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale” (Lorenzo Mariani), “Sistemi di Difesa” (Roberto Cortesi), “Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni” (Andrea Biraghi);
Settore Spazio (Luigi Pasquali).
Il terzo trimestre e la prima parte del quarto hanno inoltre segnato ulteriori significativi passi avanti nel perseguimento degli obiettivi di maggior focalizzazione, rafforzamento nel core business e di sviluppo del Gruppo delineati nel Piano Industriale 2015 – 2019:
in data 2 novembre 2015 è stato perfezionato il closing dell’operazione di cessione del Settore Trasporti a Hitachi. L’operazione, che porta a compimento il piano di dismissione avviato da Finmeccanica, ha previsto il trasferimento a Hitachi delle quote detenute da Finmeccanica in Ansaldo STS (pari a circa il 40% del capitale sociale) e delle attività condotte da AnsaldoBreda, con esclusione di alcune attività di revamping, e di determinati contratti residuali, rimasti nel perimetro di Finmeccanica. In linea con gli accordi firmati il 24 febbraio 2015 e in seguito alla distribuzione di un dividendo pari a € 0,15, come comunicato il 6 marzo 2015, il prezzo di acquisto delle azioni di Ansaldo STS è pari a € 9,50 per azione, per un corrispettivo totale di €mil. 761 per l’intera partecipazione venduta. Il corrispettivo totale netto pagato a Finmeccanica al closing in base all’accordo di acquisto dell’attuale business di AnsaldoBreda, comprensivo del patrimonio immobiliare, ammonta a circa €mil. 30. A seguito delle operazioni di vendita, l’indebitamento netto del Gruppo Finmeccanica alla fine dell’esercizio 2015 si ridurrà di circa €mil. 600, riduzione già inclusa nella Guidance 2015, con una plusvalenza (soggetta a valutazione di indennizzi e aggiustamenti di prezzo) stimata in circa €mil. 250.
in data 6 ottobre 2015 Finmeccanica ha sottoscritto con Danieli Group l'accordo per la cessione del 100% del gruppo Fata (attiva nella progettazione di impianti industriali), ad esclusione di alcuni asset che rimarranno nel perimetro del Gruppo. Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo trimestre del 2016.
---> ​http://www.finmeccanica.com/-/cda-bod-3q






RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015
---> http://www.finmeccanica.com/documents/10437/40436106/body_resoconto_intermedio_al_30.09.15.pdf







---> http://www.finmeccanica.com/investors-investitori/highlights-finanziari








---> http://www.finmeccanica.com/investors/calendario-finanziario-financial-calendar​








---> http://www.finmeccanica.com/documents/10437/20426086/body_RelazioneAnnuale2013_web_2.7.14_IT.pdf







ONE COMPANY DIVISIONALIZZAZIONE
In questa sezione sono presenti i documenti messi a disposizione del pubblico con riferimento alla Fusione per incorporazione in FINMECCANICA Spa delle società interamente controllate OTO MELARA SpA e WASS SpA e alla Scissione parziale in favore di FINMECCANICA Spa delle società interamente controllate ALENIA AERMACCHI SpA, AGUSTAWESTLAND SpA e SELEX ES SpA, nell’ambito dell’attuazione del Nuovo Modello Organizzativo e Operativo di Gruppo.
---> http://www.finmeccanica.com/governance-finmeccanica-1/sistema-di-governance/one-company







PRESENTAZIONI E MULTIMEDIA
---> http://www.finmeccanica.com/investors-investitori/presentazioni-multimedia2014
---> http://www.finmeccanica.com/documents/10437/23041353/body_Finmeccanica_1H2015_results_presentation.pdf







IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL PROGETTO DI BILANCIO DI ESERCIZIO E IL BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2014.
Risultati 2014 significativamente superiori rispetto alle previsioni e al 2013
Il Consiglio di Amministrazione approva il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.
-  EBITA +23% e EBIT a 692milioni di euro, in aumento di oltre 700 milioni
-  Risultato Netto Ordinario positivo per 70milioni di euro, in miglioramento di oltre 700 milioni
Il Consiglio di Amministrazione di Finmeccanica, riunitosi oggi sotto la presidenza di Gianni De Gennaro, ha esaminato e approvato all’unanimità il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.
---> http://www.finmeccanica.com/-/finmeccanica-cda-board-approves-bilancio-statements-2014








COMUNICATI STAMPA FINANZIARI
---> http://www.finmeccanica.com/investors-investitori/comunicati-stampa-finanziari







REMUNERAZIONE
In ottemperanza alla disciplina in materia di trasparenza delle remunerazioni di cui all’art. 123-ter del TUF n. 58/1998, nonché in adesione ai contenuti e alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione di Finmeccanica procede annualmente all’approvazione della Politica della Società in materia di remunerazione dei componenti dell'organo di amministrazione, dei direttori generali e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche.
---> http://www.finmeccanica.com/governance-finmeccanica-1/remunerazione-1








---> http://www.wass.it/azienda-company/profilo-profile-chisiamo-aboutus-1







ELICOTTERI
Nel settore degli Elicotteri, Finmeccanica opera attraverso AgustaWestland e le sue controllate.
---> http://www.finmeccanica.com/settori-sectors/elicotteri







SISTEMI DI DIFESA
Nel settore dei Sistemi di Difesa, Finmeccanica opera attraverso OTO Melara, WASS e MBDA.
OTO Melara è attiva nel campo dei sistemi d’arma terrestri, navali ed aeronautici, con specifiche competenze tecnologiche nei cannoni navali e nelle torrette. Inoltre, OTO Melara opera nella produzione di veicoli ruotati e blindati attraverso la Società Consortile Iveco-OTO Melara (CIO).
Le principali soluzioni di avanguardia della Società comprendono le munizioni terrestri e navali (famiglia Vulcano - munizioni guidate e non guidate a lunga gittata), i cannoni navali (dal piccolo calibro 12,7 mm fino ai calibri medi e grandi, 76/62mm - venduto a più di 55 Marine nel mondo nelle sue diverse versioni - e 127/64mm),  le torri terrestri (famiglia HITFACT armata sia con un cannone “low recoil” da 120 mm, calibro 45 che da 105 mm, calibro 52 per veicoli cingolati leggeri e di medio peso e veicoli blindati ruotati; famiglia HITFIST armata con armi  automatiche da 25 o 30 mm e famiglia HITROLE con calibri 7,62mm o 12,7mm per veicoli leggeri) ed i veicoli (CENTAURO AFV 8x8, veicolo blindato ad alta mobilità che combina la potenza di fuoco di un carro armato da battaglia alla velocità e all’agilità di un veicolo su ruote e DARDO, veicolo cingolato trasporto truppe progettato per fornire supporto alla fanteria).
WASS è uno dei player di riferimento a livello mondiale  nella progettazione, sviluppo e produzione del siluro leggero MU90 “standard NATO” venduto a livello mondiale e in grado di essere lanciato da navi ed elicotteri; del siluro leggero A244/S Mod.3, versione più recente dell’A244/S affermato globalmente; del nuovo siluro leggero BLACK ARROW innovativo in termini di flessibilità, prestazioni e ridotti costi di gestione, progettato per rispettare tutti i vincolanti requisiti operativi nell’ambito dell’Anti Submarine Warfare e del siluro pesante di nuova generazione BLACK SHARK a lunga gittata, teleguidato e a ritorno automatico, progettato per essere lanciato da navi di superficie o sottomarini, oltre a sistemi di contromisure anti-siluro.
Con più di 90 clienti nel mondo, MBDA, joint venture con BAE Systems e il Gruppo Airbus, in cui Finmeccanica detiene una quota del 25%, è leader mondiale nei missili e nei sistemi missilistici, in grado di progettare e produrre per i propri clienti, rispondendo alla molteplicità di esigenze operative, presenti e futuri. Esempi delle eccellenti capacità di MBDA sono il missile anti-nave di media gittata MARTE, progettato per la nuova generazione di elicotteri per missioni navali di guerra antisuperficie impiegati per soddisfare i requisiti operativi in ambienti litoranei complessi e in mare aperto; il missile aria-aria METEOR, progettato per rispettare i requisiti di sei nazioni europee per futuri scenari di combattimento e in grado di essere integrato sulle principali piattaforme europee (Eurofighter Typhoon, Gripen e Rafale).
---> http://www.finmeccanica.com/settori-sectors/sistemi-difesa






Afghanistan - Resolute Support
Inizio Missione: 1 Gennaio 2015
Fine Missione: -
Stato: In Atto
Luogo: Afghanistan
Area Geografica: Asia
Il 31 dicembre 2014 la missione ISAF è terminata e l’1 gennaio successivo è stata avviata la nuova missione a guida NATO “Resolute Support” (RS), incentrata sull’addestramento, consulenza e assistenza in favore delle Forze Armate (Afghan National Security Forces – ANSF) e le Istituzioni afgane. L​a nuova missione, operando ai più alti livelli della catena gerarchica, è finalizzata a migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.
Il passaggio a RS, che si differenzia da ISAF in primo luogo per essere di tipo “no combat”, e sensibilmente più contenuta nei numeri, era stato deciso al summit di Chicago del 2012, che sanciva il 2014 come anno del completamento della fase di transition, ovvero il pieno passaggio della responsabilità della sicurezza dalle forze ISAF alle ANSF.
​RS ha come centro nevralgico la capitale Kabul, e 4 “derivazioni”: Mazar-e Sharif a nord, Herat ad ovest, Kandahar a sud and Laghman ad est. Il Comandante di RS è il Generale John F. Campbell (USA), già Comandante della missione ISAF.
​Il passaggio da ISAF ad RS non è solo un cambio di denominazione. È un punto di arrivo dopo 13 anni di sforzi, culminati nella creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti, e soprattutto delle Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese. RS, benché disponga di forze ben più ridotte rispetto ad ISAF, dimostra come la comunità internazionale sia ancora al fianco del popolo afgano, e prosegua nel suo impegno fornendo addestramento, consulenza ed assistenza alle attività delle istituzioni afgane.​​
---> http://www.esercito.difesa.it/operazioni/operazioni_oltremare/Pagine/Afghanistan-RS.aspx







Relazione sulla Remunerazione 2015
---> http://www.finmeccanica.com/documents/10437/42270333/body_Relazione_Sulla_Remunerazione_2015_def.pdf


VEDI ANCHE:
Italia, signora della guerra. Tutti i dati sul commercio d’armi
http://buenobuonogood.com/5909/italia-signora-della-guerra-tutti-i-dati-sul-commercio-darmi-aggiornato-2014/