giovedì 17 settembre 2015

Nino Di Matteo - Cosa Nostra vuole a tutti i costi modificare l'art. 4 bis


Il sostituto procuratore di Palermo: “Rischio smantellamento legislazione antimafia”

Preoccupa, al pm Nino Di Matteo, “la previsione dell’abolizione di quelle preclusioni introdotte con una legge del 1991, l’art. 4 bis, fortemente voluta da Giovanni Falcone”. Quell’articolo, definito a suo tempo il “cancello delle gabbie delle belve”, ha continuato il magistrato in un’intervista del Fatto Quotidiano, impedisce “la concessione di benefici penitenziari a esclusione della liberazione anticipata, ai detenuti di mafia a meno che non abbiano iniziato a collaborare con la giustizia”. Oggi, invece, si profila il rischio di uno “smantellamento di quella legislazione antimafia che si rivelò all’inizio degli anni ‘90 finalmente efficace”. E lo sa bene Di Matteo, una carriera tutta dedicata alle inchieste di mafia, che oggi celebra il processo sulla trattativa avviata a cavallo delle stragi ’92 e ’93.

Nel ddl in questione si rivedrebbero “modalità e presupposti d’accesso alle misure alternative” parlando anche dei limiti di pena, (salvo casi estremamente gravi) eliminando “automatismi e preclusioni” e favorendo così “l’individualizzazione del trattamento rieducativo”. Già il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, aveva espresso parere contrario alla modifica.
“Mi auguro – ha ribadito Di Matteo – che la nostra classe politica si muova nelle sue decisioni tenendo conto che, nonostante molti non lo vogliano far credere, la questione mafiosa è più che mai attuale e costituisce il pericolo più grave per la tenuta della nostra democrazia”. Anche perché, ha proseguito il pm “ai mafiosi non fa paura il carcere ma una detenzione che sia tale da impedire la loro speranza di poter continuare a comandare” cosa che fin’ora è stato possibile anche con l’articolo 4 bis, che rimane ad ogni modo “un’ossessione nelle menti più raffinate dell'organizzazione mafiosa”. Con il rischio di un’eventuale modifica, invece, “anche l’ergastolo finirebbe per essere svuotato del contenuto di irrevocabilità per diventare una finta pena perpetua”.

SEGUE: http://goo.gl/mUudec

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