giovedì 3 settembre 2015

GETTATI IN DISCARICA DUE MILIONI E OTTOCENTOMILA POSTI DI LAVORO


Lo studio Countering WEEE Illegal Trade ha indagato per due anni nel mercato dell'usato e dei rifiuti di apparecchi elettrici e elettronici (Raee). Coordinato dall'Interpol lo studio ha coinvolto United Nations University (UNU), United Nations Interregional Crime and Justice Research e Compliance & Risks, ed è stato finanziato dall'Unione europea.
Solo il 35% (3,3 milioni di tonnellate) di Raee finisce nei centri ufficiali di raccolta e riciclo. L'Italia, come al solito, si mette in mostra piazzandosi agli ultimi posti con poco più del 20%, appena prima di Romania, Spagna e Cipro. Tra i paesi più virtuosi, Svezia e Norvegia con circa l'85% di riciclo.
Nella sola Europa, osserva l'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), ci sarebbero potenzialità economiche per almeno un miliardo di euro dal recupero dei materiali preziosi. Sarebbe però necessario aumentare la percentuale di riciclo delle circa 10 milioni di tonnellate di Raee prodotte ogni anno, innalzandola dall'attuale 35 all'80%. Inoltre se i Raee, si riciclassero correttamente non soltanto si verificherebbe una crescita sensibile del Pil, ma anche un incremento dei posti di lavoro, circa 2,8 milioni in tutta Europa.