Paderno Dugnano.
4 novembre 2010.
Ore 14.55.
A Paderno Dugnano due esplosioni, nel giro di pochi minuti, causano la morte di quattro persone: Harun Zeqiri, Salvatore Catalano, Leonardo Shehu, Sergio Scapolan.
Restano le loro famiglie, senza pace.
E i colleghi sopravvissuti, segnati per la vita.
Le accuse a carico di Giovanni Merlino, titolare della Eureco, sono di omicidio colposo plurimo aggravato dalla violazione delle norme della sicurezza, lesioni colpose e incendio colposo. Merlino aveva alle spalle un patteggiamento per un incidente sul lavoro.
Eppure, a nemmeno tre anni di distanza dalla tragedia, l'Eureco ha potuto cambiare nome, in S.I.M.A.S., continuando ad operare nel settore dei rifiuti pericolosi e senza che i superstiti siano ancora stati risarciti, come previsto da sentenza del tribunale di Milano.
E così, nel nostro paese, si continua a morire sui luoghi di lavoro in nome del profitto e della crescita senza senso.
Abbiamo chiesto che domani, in Aula, ufficialmente, venissero ricordati con un minuto di silenzio, Harun, Salvatore, Leonardo e Sergio.
Ci hanno detto NO!
L'ufficio di Presidenza, presieduto da Raffaele Cattaneo ha detto NO!
Per non creare precedenti.
UN RIFIUTO CHE SI COMMENTA DA SOLO!
P.S.: Per sostenere le famiglie vittime di questa tragedia si può contribuire con donazioni oppure acquistando il film-documentario “Uomini da bruciare”, video-inchiesta realizzata da Giuliano Bugani e Salvo Lucchese. Per avere maggiori informazioni contattare: Comitato a sostegno delle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, comitatovittime.eureco@gmail.com

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