lunedì 15 febbraio 2016

MUGGIO' - Magic Movie park - NOmafia NOparty


(si trova esattamente QUI ---> https://goo.gl/v0a5Wm)



Sabato mattina scorso (13 Febbraio 2016) ho scattato queste foto...

  1.   




  2.  




...ed invece in rete guardando in rete ho trovato questi due articoli che accennano la questione ma senza sottolineare quanto è costato questa vera e propria speculazione edilizia misto riciclaggio soldi mafia italiana & cinese...




La storia di questo multisala abbandonato riassume i problemi dell’Italia in un posto solo
Panarea, Hawaii, Ischia, Formentera. Sono i nomi delle sale cinema del Magic Movie Park, il multiplex - con al proprio interno un mercato cinese all'ingrosso - abbandonato dal 2006.
Nell'idea originale il "maxi-bazar made in China" doveva diventare il secondo più vasto d'Europa. L'intera struttura avrebbe ospitato fino 3478 spettatori nelle 15 sale cinema e 200 commercianti del settore tessile, nel piano interrato.
Ad oggi, il Magic Movie Park è invece una cittadella fantasma di 21.515 metri quadrati nel cuore della Brianza, fra i comuni di Muggiò e Nova Milanese, lungo la ex strada provinciale che costeggia il parco Grugnotorto Villoresi.
Per via dei saccheggi da parte dei ladri di rame, al suo ingresso sono accatastate montagne di rifiuti, lamiere del tetto e cancelli sfondati. Dentro i locali si ha la sensazione che sia esplosa una bomba: per terra si trovano centinaia di confezioni da pop corn mai utilizzate.
Le bobine in cellulosa dei film sono srotolate sui pavimenti, accanto a cadaveri di topi morti rinsecchiti e vecchi cataloghi per gli acquisti in doppia lingua, italiano e cinese. Persino gli amplificatori delle sale cinema sono stati portati via, in quello che il Corriere della Sera ha definito nel maggio scorso "un luna park per teppisti."
Quella del Magic Movie Park è una storia assurda fatta di omicidi, 'ndrangheta, milionari cinesi in fuga dalla pena di morte, prestanome, imprese edili e società di calcio che nascono e falliscono in pochi mesi.
Leggi anche: Come il "lago fantasma" calabrese è diventato una delle più disastrose incompiute della storia italiana
Il complesso è stato costruito fra il 2001 e il 2005, su dei vecchi terreni agricoli che fino al 1990 erano proprietà di Annamaria Casati—la nobildonna che negli anni Settanta ha venduto la villa di Arcore a Silvio Berlusconi.
La società che lo ha costruito, la Tornado Gest srl, era gestita da Felice Vittorio Zaccaria - immobiliarista calabrese di Sesto San Giovanni - e da sua moglie. Verrà poi ceduta a personaggi particolarmente noti alle cronache lombarde come Saverio Lo Mastro, imprenditore edile in affari con il figlio dello stesso Zaccaria e sopratutto socio in affari di Rocco Cristello, capo locale dell'ndrangheta di Seregno freddato con 26 colpi di pistola la notte del 27 marzo 2008 a Verano, durante quella che verrà ricordata come "Faida dei boschi."
L'attrazione esercitata da questa struttura per i personaggi più improbabili, però, non si esaurisce con le personalità di origine italiana. È nel 2005, infatti, che entra in questa vicenda anche l'imprenditore cinese Song Zhicai. Tutto materiale incredibile per una storia da film, da romanzo del crimine.
Meglio noto come Hi Zhou in patria, Zhicai era un imprenditore cinese scappato nel 1995 dal proprio paese in direzione Italia con in mano delle valigie piene di yuan e un'identità nuova di zecca, dopo aver truffato i clienti dell'impresa che dirigeva—la Harbin Dadi Industrial Group.
Nel 1999 Pechino ne ha chiesto l'estradizione, ma l'Italia si vede costretta a rifiutare temendo una condanna a morte—secondo l'ordinamento italiano, infatti, il nostro paese non è autorizzato a estradare chi rischia la condanna capitale nel paese che ne richiede il rimpatrio.
Alla fine, a chiusura di uno spettacolare cerchio, Song Zhicai si salverà dalla condanna emanata in patria grazie a un'interrogazione parlamentare firmata da 43 deputati e a una campagna stampa lanciata da Radio Radicale.
La cosa non lo salverà comunque dal carcere. Scontato qualche anno, una volta riottenuta la libertà Zhicai torna sul mercato "diversificando" – in un certo senso – i suoi investimenti.
Dapprima entra in affari con napoletani e altri connazionali, che stavano gestendo l'ormai fatiscente centro commerciale cinese dietro la stazione di Napoli Centrale, e un altro complesso di Roma. Ma non solo: quella stessa estate entra nell'azionariato della la Palmese, squadra di calcio di serie C2 sull'orlo di una crisi finanziaria, promettendo di risollevare le sorti del club.
Leggi anche: Come sono sopravvissuta alla setta dei "Bambini di Dio"
I giornali cominceranno a paragonarlo avventatamente a Roman Abramovich, il finanziere russo che ha reso grande il Chelsea. Ma alla fine fallirà rovinosamente, senza rimetterci nemmeno un soldo di tasca propria.
Anche l'avventura napoletana durerà poco: nel 2005 Zhicai molla i soci campani e decide di investire con i calabresi della Brianza. L'idea, così come successo in Campania e a Roma, è creare un Cina-mercato milanese, nel piano interrato di un grande edificio fuori dal centro. È a questo punto che la sagoma del Multisala di Muggiò, grande e incombente, comincia a stagliarsi da lontano. Ed è a questo punto che le diverse storie che vi si sono annidiate al suo interno si incontrano.
Zaccaria, in quel momento, ha bisogno di denaro contante. E soprattutto di mostrare alla sua banca, la Unicredit Banca d'Impresa di Monza, un atto di compravendita del Magic Movie Park per poter ottenere un nuovo prestito da reinvestire in un altro multisala a Oggione.
Zhicai stacca un assegno da 2,1 milioni di euro di acconto ed entra in affari con Saverio Lo Mastro e Rocco Cristello. A quel punto non resta che riempire il mercato, convincendo alcuni negozianti cinesi di via Paolo Sarpi a spostarsi dal centro cittadini nella nuova costruzione: il prezzo per l'affitto di un locale da 30 metri quadrati sarà di 35.000 euro.
Il bazar cinese alla fine aprirà, ma durerà poco: Zhicai si "dimenticherà" di richiedere le autorizzazioni al Comune e di pagare quanto necessario e così, nel luglio del 2006, il Comune di Muggiò gli notifica una serie di ordinanze contro l'abusivismo e stacca la corrente elettrica al centro.
Dopo una settimana senza luce, i 170 commercianti cinesi del mall cinese si sentono truffati e assediano Song Zhicai per 24 ore dentro un bagno. Ne uscirà grazie a un'anonima telefonata che avvisa i Carabinieri di Desio. Ma i segni di quella rivolta sono visibili ancora oggi.
È la fine ingloriosa del faccendiere cinese, che finisce a processo assieme a tutti i soci delle operazioni finanziarie: Song Zhicai si salva dalle accuse di concorso in truffa e estorsione ai danni dei suoi connazionali, mentre per la Tornado Gest - dichiarata fallita nel 2008 con un buco da 57 milioni di euro - pagheranno i coniugi Zaccaria, che vengono condannati a cinque e quattro anni di reclusione. Saverio Lo Mastro e Stefano Firmano patteggeranno rispettivamente da quattro e tre anni di prigione per bancarotta fraudolenta.
Vengono invece tutti assolti dall'accusa di aver usato il multiplex come una ''lavanderia'' di denaro sporco della 'ndrangheta: per il riciclaggio non ci sono le prove, mentre si attende la sentenza di Cassazione che dovrebbe arrivare entro la metà del 2016.
La storia del multisala-centro commerciale di Muggiò, però, non si esaurisce tra arresti, cinesi inferociti e patteggiamenti a vario titolo, come una gigantesca e assurda metafora sullo stato del paese: Magic Movie è il nome della società che si doveva occupare della distribuzione e della proiezione dei film tramite un'altra società controllata, la Arco Program, ed è riconducibile alla famiglia De Pedys—magnati della cinematografia nel nord Italia, già gestori di oltre 70 sale sparse fra Lombardia, Liguria e Piemonte.
La sede della società è ubicata in un palazzone pieno di studi legali sito in Corso Venezia 61, a Milano. Raggiunto da VICE News, il portinaio che lavora lì da 20 anni giura di non conoscere affatto questo nome, ma di ricordare invece le visite di Walter De Pedys, membro della famiglia e rappresentante legale: è lui che il 25 ottobre 2004 richiede agli uffici SIAE di Monza le dieci carte elettroniche di attivazione per le biglietterie del multiplex.
Leggi anche: La città vecchia di Taranto è diventata un sofisticato supermercato della droga
Un anno più tardi, il 7 dicembre 2005, consegna tre di queste carte all'amministratrice unica della Magic Movie srl, Antonella Cavallo, all'epoca 21 enne, che risulta anche essere la domestica di Rocco Cristello—lo stesso boss della 'ndrangheta brianzola ucciso tre anni dopo, e in affari con chi stava costruendo il Magic Movie Park.
Secondo quanto scritto in una denuncia visionata da VICE News, è sempre Walter De Pedys che si presenta al Comando dei Carabinieri di Muggiò, il 16 dicembre 2005, per dichiarare lo smarrimento delle altre sette tessere di attivazione, insieme ai libretti fiscali per i sistemi di emissione titoli di accesso. Nel maggio 2006, però, i De Pedys escono completamente dal Magic Movie Park, cedendo le quote della loro società.
Ad oggi, il Magic Movie Park è un eremo disabitato e grigio nel deserto brianzolo. Negli ultimi dieci anni è stato il "piatto grosso" di numerose aste, che sono andate però tutte regolarmente deserte.
Troppo alta la cifra di partenza: si è iniziato chiedendo 30 milioni di euro, inclusa l'area parcheggio che è vasta quasi 40.000 metri quadri, fino ad arrivare agli attuali 3 milioni, circa un ventesimo del valore originale.
Negli ultimi mesi, sulla scrivania del sindaco di Muggiò sono arrivati diversi progetti di riqualifica: si pensa di ricavarne un outlet, una cittadella dello sport, addirittura un campus universitario. Tutti con l'obbligo rigoroso di non espandere il cemento nel parco circostante, ma solo con la possibilità di alzare i piani.
Lavori di ristrutturazione che però potrebbero costare troppo, e scoraggiare chi dovrà fare i conti coi debiti mai estinti dalle vecchie società fallite, e coi fantasmi di una storia da film all'interno di un multisala che sta marcendo.
--->https://news.vice.com/it/article/multisala-cina-brianza-magic-movie-park




Primi di gennaio, sabato grigio, piovoso, appiccicoso e anche un pelo freddino… Uhm… Quale giornata migliore per uscire a far foto?! Questa è stata la mia prima uscita urbex di gruppo con altri appassionati del genere, arrivati direttamente da Bolzano per visitare un “fantastico” multiplex abbandonato ormai da qualche annetto: il Magic Movie Park.
Il posto è stato ampiamente vandalizzato, temevamo non ci fossero punti di accesso e che fosse sorvegliato ma una volta visto il complesso, siamo andati sul sicuro. L’edificio ha 3 piani: il semi-interrato, piano terra e primo piano. Al piano semi-interrato c’erano dei minuscoli negozietti di 25-30m2, buio, lercio e non c’era nulla, ho lasciato perdere con le foto. Il piano terra era la zona ristorazione/relax, luminosissima, con un tanfo ancora forte di roba fritta e salsa di soia. Nelle cucine di alcuni ristoranti c’è ancora del cibo (in condizioni epiche, chiaro) e addirittura le stoviglie in stile cinese ancora integre.
Al piano superiore ci sono le sale cinematografiche discretamente conservate, certo, sono rimaste poi solo le poltrone semplicemente perché sono difficili da portar via; si sono impegnati anche a tagliuzzare le tele bianche dove venivano proiettati i film. Impianti audio, proiettori e qualsiasi altra cosa del genere è sparita 5 secondi dopo la chiusura.
Tornando un attimo alla ferraglia interessante, più che i proiettori grossi e pesanti e un po’ complicati da portare via, hanno ninjato prevalentemente le ottiche. Penso abbiano portato via anche la maggior parte delle bobine di film (già, proiettori analogici, la buona e vecchia cellulosa!), ne è rimasta qualcuna qua e là in sala proiezioni.
Il tour è durato un paio d’ore circa, ci sarei rimasta di più, sono lenta a far foto, in sala proiezioni c’era molto di più da fotografare ma il tempo scarseggiava e la mia attrezzatura per l’illuminazione era decisamente sottodimensionata oltre al fatto che non avevo con me le ricetrasmittenti e non potevo permettermi di rimanere indietro, nel buio totale con una torcia che sembrava più un lumino da cimitero. Succede quando ti organizzi all’ultimo secondo…
Comunque, c’è un motivo se ci ho messo quasi un mese a pubblicare questo post. Ci tengo sempre a documentarmi sui posti che visito, una volta rientrata a casa… e questo posto ha una storia di intrallazzi mafiosi, speculazioni, abusi, talmente fitta che ci ho messo un attimo a reperire tutte le info cercando di mettere in piedi un qualcosa di abbastanza sensato.
Il progetto iniziale: il multisala
Tutto inizia nel 1990 quando l’Acquario Gest acquista da Anna Maria Casati Stampa (sì, la signora che ha venduto Villa San Martino a Berlusconi) alcuni terreni agricoli a Muggiò. Nel 1994, quando ancora questo tipo di struttura non era molto diffuso, la Giunta Comunale concede la possibilità di costruire un multisala con 5 sale di proiezione e nel 1996 si fa avanti la Tornado Gest, sempre gestita dall’Acquario, con un progetto per la realizzazione. L’anno successivo però la Regione Lombardia respinge il PRG del Comune di Muggiò imponendo che la zona venga destinata al verde ed infatti nel 1999 viene istituito il Parco Grugnotorto Villoresi che comprendeva anche questi terreni.
Felice Vittorio Zaccaria, proprietario dei terreni, nel gennaio 2000 fece ricorso al Tar che gli concedette l’edificabilità così la Tornado Gest chiede l’autorizzazione per il multisala che da 5 passa a 15 sale! Ma non si fermano qui, ormai non è più solo un multisala ma l’intenzione era quella di aprire un grande multiplex: cinema (inclusi spettacoli teatrali e corsi di recitazione), negozi, ristorazione, benessere (piscina con spiaggia), attività sportive (palestra), il tutto per integrarsi al meglio nel contesto del Parco Grugnotorto. Bisognava però anche completare la strada per raggiungere il complesso, la Variante SP131, con pista ciclabile e pedonale, in modo che il multiplex ed il Parco fossero raggiungibili con qualunque mezzo.
Nel 2004, dopo “soli” 10 anni di burocrazia, si inizia a costruire lo scatolott… il Magic Movie Park.
Il 28 gennaio 2005 si da il via alle proiezioni. Ed il 28 luglio 2005 si chiudono baracca e burattini. Ah, e la struttura non è nemmeno stata completata dunque, di tutte le belle cose sopra elencate, sono riusciti ad aprire due bar, una gelateria, un paio di tavole calde ed una sala giochi. E poi c’è stato anche il piccolissimo inghippino della strada per raggiungere il complesso, non c’era. Completata con estrema calma nel 2010. Che fare ordunque? Hanno messo in vendita tutto così com’era.
Dalla Cina con furore… anche troppo
Arriva Zichai Song, con alle spalle un mandato di cattura internazionale ed una condanna capitale per bancarotta fraudolenta. Sembra che l’Italia non preveda l’estradizione per chi in Patria rischia la pena di morte. E così niente, ce lo siamo tenuti, alla faccia dei mandati di cattura e tutto il resto; nel 2002 apre il primo Cinamercato in Italia, poco fuori Napoli. Cinamercato è un mega centro commerciale che si occupa di import-export con la Cina, per il quale ha avuto la concessione in cambio dell’acquisto della squadra di calcio di Palma Campania. Dopo aver abbandonato a se stessa la squadra a cui aveva promesso grandi cose, nel 2003, Cinamercato organizza la “Maradona Night” per annunciare il glorioso ritorno di Maradona a Napoli, con tanto di concerto di Gigi d’Alessio. Quanti cliché in un solo evento. Evento sòla visto che sia l’ex calciatore che il cantante hanno smentito qualsiasi partecipazione e promozione di Cinamercato. Ed intanto Song aveva pensato bene di sparire.
Ed ecco che arriva il 2005, quando Song compare a Muggiò con alcuni soci napoletani (successivamente ritiratisi perché davano fastidio alla mafia calabrese di zona, che subentra) e acquista il Magic Movie Park con l’intento di trasformarlo in un nuovo Cinamercato. Il progetto, che definire “titanico” è un eufemismo, prevedeva 200 negozi al piano terra ed interrato che si occupavano di merce cinese ed 80 negozi al primo piano per la merce italiana. In più corsi di italiano e cinese, una scuola di kung-fu, centro di ascolto e studio della musica cinese, biblioteca antica di libri orientali, 15 sale cinema con film anche in lingua cinese e centro di scambio imprenditoriale Italia – Cina. Solo non si vedono i due liocorni (che a ‘sto punto sarebbero stati anche la parte più credibile).
Comunque, a novembre di quell’anno Cinamercato apre. E verso la fine di dicembre la Regione ordina lo stop di qualsiasi attività perché non ci sono i permessi. “Who cares lol, it’s Italy baby!” ed i commercianti vanno avanti a fare quello che facevano prima fino al febbraio 2006 quando, durante un sopralluogo sono state trovate 6 sale cinematografiche trasformate in negozi (io ho visto le sale… ma questi vendevano sulle poltroncine da cinema?!). Stavolta ritirano tutte le autorizzazioni, emettono ordinanza di chiusura e staccano le forniture energetiche. I commercianti cinesi non si arrendono e si mettono a vendere nei parcheggi del Cinamercato; fermati immediatamente, inferociti, prendono in ostaggio Song e cognato, rinchiudendoli in un bagno ma una telefonata anonima ai Carabinieri li salva dal linciaggio. Il Magic Movie Park/Cinamercato chiude definitivamente a maggio del 2006.
Nell’ottobre dello stesso, la Supercinema (società di Song e soci, Rocco Cristello e Saverio Lo Mastro) ricomincia a stipulare contratti con i commercianti nonostante non ci sia mezza licenza ed ufficialmente il complesso è chiuso. Fino al 2008 lo stabile è stato utilizzato abusivamente da alcuni commercianti, quando un guasto all’impianto antincendio ha imposto lo sgombero totale dell’immobile (2 anni dentro come abusivi e tutti sapevano, mah!).
I vari amministratori della Tornado Gest sono stati accusati e condannati per bancarotta fraudolenta, Song, subito scappato a Napoli, fu accusato di truffa ed estorsione ma assolto per mancanza di prove, il cognato ha fatto in tempo a tornarsene in Cina ma è stato comunque assolto come Song ed infine Rocco Cristello, accusato di riciclaggio di denaro proveniente da affari illeciti della ‘ndrangheta, ma mai processato perché trucidato a colpi di pistola sotto casa.
Questo multiscatolotto made in mafia and powered by China ha chiuso accumulando 53 milioni di euro di debiti che si dovrà accollare chiunque voglia acquistare la proprietà, uno dei tanti motivi, se non forse l’unico per il quale tutte le aste indette finora sono andate puntualmente deserte.
---> http://salottinogeek.com/dds-adventures-magic-movie-park/