giovedì 7 settembre 2017

Morbillo, epidemia, vaccini, Lorenzin: tutte le balle


PREMESSA PERSONALE - POLITICA 
Come molti di voi sapranno, sono laureato in medicina e sono (stato, attualmente in aspettativa) un medico piuttosto ortodosso (sono contrario all’omeopatia), però sulla base del  sacrosanto principio “primum non nocere” (per cui un trattamento sanitario in una persona sana o malata deve essere effettuato solo se dimostrata scientificamente la sua utilità) ho sempre prescritto ad un paziente un farmaco o un esame solo se strettamente necessario.
Mi sono avvicinato al tema dei vaccini nel 2009: se i vaccini sono (stati) fondamentali per
l’eradicazione di malattie pericolose come vaiolo e poliomielite (almeno nell’Occidente), non si deve sottovalutare il ruolo del miglioramento delle condizioni igienico-abitative e alimentari dal primo dopoguerra in avanti, nonché dell’introduzione degli antibiotici. Non a caso la vita media è passata da 40 a 80 anni nell’arco di un secolo. Caso emblematico fu la spagnola, epidemia di “banale” influenza che, complice la guerra mondiale, nel 1918 mieteva milioni di morti in tutta Europa, a causa di sovrainfezioni polmonari batteriche in paziente fortemente denutriti e debilitati. Da circa 100 anni gli epidemiologi di tutto il mondo aspettano una modifica antigenica del virus dell’influenza tale da generare un’analoga pandemia, ma fortunatamente ciò non è ancora avvenuto e forse non avverrà mai. O ancora ricordiamo che i nativi d’America vennero debellati non tanto dalle armi di Pizarro e Cortes quanto dalle malattie (vaiolo, morbillo, varicella) ivi introdotte dai conquistadores spagnoli, malattie verso cui i bianchi avevano prodotto opportune difese anticorpali mentre gli indios no.

DECRETO LORENZIN E EPIDEMIA MORBILLO
Il decreto lorenzin convertito nella legge 119/2017 il 31 luglio 2017 ha esteso le vaccinazioni obbligatorie da 4 a 9, cioè le 6 dell’esavalente, più MPR e a 10, aggiungendo la varicella per i nati dal 1 gennaio 2017 (chissà perché, se è utile, lo sarà anche per i nati prima?)
Come nasce il decreto? Si sa che l’OMS ha deciso di eradicare il morbillo e la rosolia congenita (cioè la rosolia contratta in gravidanza che può passare al feto, con possibile aborto o malformazioni genetiche), malattie molto diffuse nel Terzo Mondo con alta mortalità. E da che paese si parte? Dall’Italia, dove parrebbe che morbillo e rosolia congenita non siano gravi emergenze sanitarie, a livello di casi incidenti, complicanze e mortalità.

Morbillo, malattia endemico-epidemica con grande variabilità inter-annuale. L'introduzione della vaccinazione pare aver ridotto notevolmente il n. di casi, pur rimanendo grande variabilità



Notare bene per dopo: la copertura vaccinale nel 2016 è in incremento rispetto al 2015!! 
2005-2013: 150 casi di rosolia in gravidanza, di questi un nato morto e un aborto  Spontaneo e 78 casi di rosolia congenita, Undici casi (15%) risultano asintomatici,  Cardiopatia congenita (48), Sordità/ipoacusia (24), Meningoencefalite (12), Cataratta (11)

Così, a occhio, dalle cause di morti ISTAT, parrebbe che le priorità di prevenzione siano altre. Però ho sempre odiato chi fa benaltrismo, E quindi concordo con chi dice che anche un aborto o un morto per morbillo, se evitabili, sia un dovere della medicine evitarle.


Da almeno due anni si parlava di aumentare il numero di vaccinazioni obbligatorie e di renderle requisito per l’iscrizione a scuola. Ovviamente, nonostante la volontà della Lorenzin, per la scuola dell’obbligo sarebbe incostituzionale, quindi ci si orienta a nidi e materne. La prima regione a legiferare in tal senso, dopo alcuni Comuni, è la “rossa” Emilia Romagna. Solo il MoVimento 5 stelle si oppone e vota contro, considerando tale norma discriminatoria e poco utile. A quel punto, prima che partano tutte le Regioni (il Piemonte aveva depositato ben due proposte di legge, una Pd e una SEL-SI), interviene il Governo con un decreto legge, prima addirittura con 12 vaccini obbligatori e sospensione della responsabilità genitorale, poi diventati 10 nella conversione in legge parlamentare.

In ciò l’aiuta la diffusione del morbillo a inizio 2017. Se in tutto il 2016 avevamo avuto 865 casi, solo a marzo 2017 abbiamo 897 casi.


Parte la gran cassa mediatica ad ogni uscita del bollettino settimanale del morbillo, sostenuta da poco autorevoli “tecnici” di qualunque estrazione, a parlare di epidemia tremenda. Addirittura, si dice, a causa della discesa della copertura vaccinale, stanno ricomparendo vecchie malattie mortali. Quali? Il vaiolo, la poliomielite, la difterite? No, il morbillo (sic!) per cui la copertura vaccinale nel 2016 è in aumento!!!. E quando compaiono i primi morti, ancora peggio. Due sono bimbi immunodepressi o gravemente debilitati, una pare sia una caso di PESS risalente ad un morbillo di anni prima. Di uno i giornalisti individuano in untori i fratellini non vaccinati, in realtà una bufala.

Potremmo stare ore a disquisire se i casi dell’inizio del 2017 rappresentino o meno una epidemia.


A rigor di definizione epidemiologica, per cui si deve calcolare due volte la deviazione standard oppure l’errore standard*1,65, probabilmente no, proprio perché la variabilità tra un anno e l’altro è elevatissima. Sicuramente balza all’occhio un incremento di casi notevole, tra dicembre 2016 e marzo 2017 pari a 10 volte tanto (ma se paragonato a marzo 2014 è solo di 3 volte tanto). Diciamo che siamo in linea con i numeri del 2008 e del 2011 (in cui la vaccinazione a 24 mesi era poco più alta) e molto sotto i numeri del 2002 e del 2003 (in cui la vaccinazione a 24 mesi era poco più bassa). Quindi, va bene, parliamo di picco epidemico o di incremento di casi, è lo stesso.

Ma tale incremento è dato dalla diminuzione della copertura vaccinale per il morbillo??

Come visto prima, nel 2016 la CV per il morbillo è in salita e sostanzialmente è sempre uguale da almeno 15 anni, tra l’85% e il 90%.
Inoltre, come ricordato raramente, la CV è valutata solo nei bimbi a 24 mesi, ed essendo la vaccinazione di massa per il morbillo iniziata lentamente solo nei primi anni ‘90, le persone di più 30 anni non sono per nulla vaccinate.  Infatti la popolazione 0-16 (8 milioni) è vaccinata all'85%, la popolazione 17-27 (6 milioni) è vaccinata al 50%, la popolazione 28-100 (44 milioni) non è vaccinata  ed è stata solo parzialmente immunizzata naturalmente, facendo la malattia, a colpi di 50 mila persone l'anno (in 100 anni sono 5 milioni). Abbondiamo, arrivando a 100 mila l'anno per sotto-notifiche negli anni '20,'30,'40,'50 del secolo scorso, sono 10 milioni.
A occhio e croce ci sono circa 40 milioni di italiani non immunizzati e il Decreto #Lorenzin va ad intervenire sul 15% di 8 milioni dei 0-16, cioè 1,2 milioni di individui, per cui, anche se si vaccinassero tutti (cosa del tutto utopica), non porterà mai all'eradicazione del morbillo. Non è un caso che le notifiche di morbillo del 2017 si siano spostate verso i 20-30-40enni, con una età mediana di 27, per la precisione i 2/3 dei casi sono in ultra14enni, con casi più difficili e complicanze maggiori in quanto la malattia fatta a 30 anni è di norma molto peggiore della stessa fatta a 3 anni. Cioè il virus per sopravvivere si sta spostando dai bimbi agli adulti.


In sintesi: il Decreto Lorenzin non solo è inutile in quanto non produrrà nessun concreto beneficio nell'eradicazione del morbillo, ma anche dannoso in quanto espellerà dal sistema educativo 0-6 300 mila bambini, con una concreta diminuzione delle mamme che lavorano e quindi del PIL, colpendo solo i più poveri, mentre i ricchi pagheranno la sanzione e una baby sitter. Inoltre modifica l'epidemiologia della malattia, spostandola in fasce d'eta più elevate, dove le complicanze e le ospedalizzazioni sono maggiori.
Complimenti! Se OMS ha deciso di eradicare il morbillo, ben venga, ma inizi dal Terzo Mondo, dove muoiono ancora a migliaia, per mancanza di igiene, cibo e presidi sanitari, in Italia ci sono altre urgenze di prevenzione sanitaria (sedentarietà, obesità, tabagismo, alcoolismo, droghe, ludopatia), ma se proprio si volesse spendere soldi in tal senso visto che pare che sia stato chiesto all'Italia di fare da apripista, forse sarebbe meglio iniziare con una campagna di vaccinazione di massa dei 20-30-40 enni?
Tutto sommato credo che l'Italia abbia optato per questo decreto proprio perchè sostanzialmente inutile dal punto di vista sanitario, ma redditizio per le casse dello Stato: su 1,2 milioni di bambini da vaccinare, poniamo che 200 mila si convincano, porteranno un costo lordo di pochi milioni di euro (personale, logistica, lettere, acquisto vaccini), mentre per 1 milione di bambini non convinti, le famiglie pagheranno dai 100 ai 500 euro per seduta vaccinale saltata, il che vuol dire fino a 500 milioni di euro di incasso. Mica male no?


(FONTE https://www.facebook.com/notes/davide-bono/morbillo-epidemia-vaccini-lorenzin-tutte-le-balle/1629544780409748/)





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