martedì 3 maggio 2016

CHICCO TESTA: RENZI LO vuole promuovere a MINISTRO

COME TI SVILUPPO UNA TESTA DI CHICCO – VISTO CHE È INZEPPATO DI INCARICHI PUBBLICI E PRIVATI (SORGENIA, ASSOELETTRICA, TELIT) RENZI HA PENSATO BENE DI NOMINARE CHICCO TESTA, AL POSTO DELLA “DOMESTICA DEL GUATEMALA” GUIDI, MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO: PER LA SERIE “SENZA VERGOGNA”
Cresce l’ipotesi Chicco Testa: è corsa a due con De Vincenti – Calano, così, le chance dell’attuale viceministro dello Sviluppo Teresa Bellanova, ex sindacalista della Cgil molto apprezzata da Renzi. Continua, infine, a circolare anche il nome dell’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, esponente della minoranza dem…
Chicco Testa, classe 1952, è tra i candidati alla successione di Federica Guidi al ministero dello Sviluppo economico. L’ipotesi è stata confermata ieri informalmente dalle parti di Palazzo Chigi. La prossima settimana dovrebbe arrivare la nomina. Venerdì scorso al termine del Consiglio dei ministri, il premier Matteo Renzi, aveva annunciato l’intenzione di chiudere la partita scegliendo il nuovo responsabile dello Sviluppo.

Il nome di Chicco Testa, oggi presidente di Assoelettrica (cioè delle aziende produttrici di energia), già parlamentare del Pci e del Pds, in quota ambientalista, e anche ex presidente dell’Enel, è una novità. Di dichiarata fede renziana,Testa potrebbe essere però portatore di qualche conflitto di interesse visti i ruoli di primo piano che ha avuto nel sistema delle imprese elettriche, settore di competenza proprio del ministero dello Sviluppo.
 In ogni caso la candidatura di Chicco Testa sembra ormai affiancarsi a quella di Claudio De Vicenti, l’economista studioso di Carlo Marx, che proprio Renzi aveva voluto a Palazzo Chigi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, spostandolo da Via Veneto dove era viceministro.
 Quello di De Vincenti potrebbe dunque essere un ritorno al dicastero dove ha gestito tutti i principali dossier. Calano, così, le chance dell’attuale viceministro dello Sviluppo Teresa Bellanova, ex sindacalista della Cgil molto apprezzata da Renzi.
D’altra parte la promozione della Bellanova sarebbe letta come l’intenzione di circoscrivere l’azione del dicastero soprattutto alla gestione delle crisi aziendali in tandem con il Lavoro. Mentre invece diventeranno sempre più strategiche le politiche per rilanciare la competitività del nostro assetto produttivo dopo i lunghi anni della recessione.
Continua, infine, a circolare anche il nome dell’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, esponente della minoranza dem, che però ha sempre detto di non essere alla ricerca di una nuova poltrona

(fonte http://www.italianosveglia.com/il_re_dei_leccapiedi_renzi_lo_promuove_ministro_la_carriera_di_chicco_testa-b-93524.html)



Quando la lobby conta più della dignità!
All'accusa di favorire le lobby del petrolio e della finanza Renzi risponde in maniera chiara:
un lobbista al Mise.
Per l'esattezza Chicco Testa, il favorito ad entrare nella squadra di governo in sostituzione della ex ministra Guidi, definirlo lobbista è quasi troppo diminutivo. Lui è uno che se contraddetto, pur di difendere i propri interessi risponde in diretta "ti spacco la faccia". Lui è uno che prima di tutto la lobby, della coerenza chissenefrega! 
Ma chi è il sig.Testa?
Attuale presidente di Sorgenia e Assoelettrica, associazione di imprese produttrici di energia elettrica che riunisce circa 120 imprese, che assicurano il 90% dell’energia elettrica generata sul territorio nazionale. 
Da comunista a manager al vertice di aziende pubbliche da 600 milioni di lire l’anno.
Da ambientalista (tanto da co-fondare di Legambiente) a ultra sostenitore del nucleare.
“Fa meno male di un motorino”, diceva nel 2008, dichiarandosi favorevole a riaprire le centrali. 
Uno che dichiara spassionatamente il suo sì alla Tav, e il no all'acqua pubblica. 
Finanziatore di Renzi attraverso le sue cene elettorali è uno che ha sempre seguito chi poteva garantire qualcosa... da Rutelli a Veltroni passando per Bersani. 
E così è potuto essere prima in Acea con Rutelli, poi nel cda di Roma Metropolitane con Veltroni, quindi al Vertice di Enel quando Bersani era ministro dell’Industria. 
Insomma uno che la testa la usata sempre per favorire se stesso, e le lobby. #TestaDiLobby