Il 15 e il 16 novembre scorsi, il presidente del Consiglio è andato in Australia per l'appuntamento annuale tra i leader del G-20. Un immagine che non è passata inosservata, immortalava Renzi a Brisbane circondato da ben cinque inviati e troupe Rai che hanno seguito la sua trasferta., Tg2, Tg1, Tg3, Rainews24 e Rai Radio1. Non esattamente un caso esemplare di spending review, per essere eufemistici. La collega in Vigilanza Mirella Liuzzi sul caso ha rivolto un'interrogazione alla RAI, chiedendo conto dei costi e del senso di un'operazione che, nell'era del digitale, poteva essere realizzata condividendo il lavoro attuato da una sola troupe e, dunque, risparmiando soldi pubblici. Ciò che abbiamo ricevuto è una non-risposta, di poche righe, dove di fatto si ammette l'assenza di un coordinamento da parte della Rai per razionalizzare la spesa.
La risposta ricevuta è stata, al solito, evasiva e generica: si affermava che quanto avvenuto rifletteva "l'attuale/storica organizzazione aziendale nella quale i Direttori di Testata sono responsabili dell'organizzazione e gestione delle risorse di tipo giornalistico".
Oggi finalmente abbiamo ricevuto la vera risposta alla nostra domanda. A darcela, è stato il Direttore Generale di Viale Mazzini, Luigi Gubitosi durante la sua audizione in commissione.
Ebbene, il costo dell'operazione è stato di 60 mila 500 euro spesi tra aerei, alberghi, pasti e costi tecnici. Per seguire il presidente del Consiglio la tv di Stato ha inviato in Australia 13 persone. Un vero e proprio sperpero di soldi dei cittadini.
Quello che noi proponiamo è esattamente l'opposto: un servizio pubblico trasparente, non assoggettato alla politica e alla lottizzazione, che fornisca davvero un servizio culturale al Paese.
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