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giovedì 12 febbraio 2015

DOVE SONO FINITI I VAGONI DELLA METRO DI NEW YORK?


Vi ho scritto pochi giorni fa di quando un’associazione no profit di pescatori sponsorizzata dalla nota casa produttrice Good Year, ha riversato in mare circa 2 milioni di pneumatici usurati con l’intento di creare una nuova barriera corallina artificiale che avrebbe dovuto incrementare l’attività di pesca.
Questo non è stato l’unico folle tentativo di creare una barriera corallina artificiale. Infatti nel 2001 nasce l’idea di creare una grande barriera corallina artificiale al largo delle coste della East Coast americana. Come? Disponendo sul fondale marino i vecchi vagoni della metro di New York! Così più di 2500 carrozze, dai reperti storici come la RedBird del 1959 fino agli esemplari in lamiera della New York Anni ’70, al posto che finire in discarica sono stati inabissati al largo delle coste di Delaware, Georgia, New Jersey, Maryland e Virginia per dare vita al più grande esperimento artificiale di ricreazione di un habitat naturale.
L’Autorità dei trasporti di New York ha speso milioni di dollari per rimuovere le parti in amianto, ripulire le carrozze dagli oli di motore ed eliminare le componenti galleggianti o potenzialmente biodegradabili: i vagoni infatti dovranno resistere nel tempo alla forza delle correnti e al peso dei coralli e delle alghe che andranno a formarsi.
In questo caso il risultato sembrerebbe migliore visto che ad ora la vita marina ha fatto registrare un +400% con coralli e pesci piatti, come platesse e sogliole, a farla da padrone.
Nonostante i risultati resto dell’idea che gettare rifiuti in mare modificandone l’habitat è una cosa sbagliatissima.

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